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Offese all'avvocato siciliano, "siamo in un posto civile...non siamo a Palermo": Camera Minorile e Laf a sostegno del legale

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Gela. Massima solidarietà all’avvocato palermitano

Stefano Giordano, negli scorsi giorni protagonista di un duro confronto con uno dei giudici del tribunale del riesame di Trento.

L'intervento della Camera Minorile. Il magistrato, rivolgendosi al legale, avrebbe utilizzato un’espressione ritenuta estremamente offensiva, “avvocato, lei taccia, perché qua siamo in un posto civile, non siamo a Palermo”. Sostegno che viene espresso sia dagli avvocati locali della Camera minorile, presieduta da Davide Limoncello, sia da quelli della Libera Associazione forense, retta da Rosario Giordano. “La Camera Minorile, alla luce dei fatti appresi ed occorsi al collega Stefano Giordano del foro di Palermo, in occasione dello svolgimento del mandato difensivo, dinanzi al Tribunale per il riesame di Trento – scrivono in una nota ufficiale - esprime massima solidarietà all'eminente collega e al foro tutto di appartenenza. Auspicando, peraltro, che i difensori, nell'esercizio delle loro funzioni, vengano rispettati così come loro d'altronde rispettano tutti gli altri operatori del diritto”.

Dura condanna dalla Laf. Sulla stessa linea, gli avvocati locali della Laf. “Questo episodio è particolarmente increscioso perché non solo offende la dignità professionale del collega – dicono attraverso il presidente Giordano - ma mortifica anche quella di un’intera collettività. La frase in questione, infatti, assurge a ruolo di vero e proprio stupidario razzista ed esprime un cliché becero ed offensivo nei confronti di un’intera città e di tutta la Regione. Tale episodio risulta ancora più grave se pensiamo che la frase è stata pronunciata da un magistrato nel corso di un’udienza e nell’espletamento della funzione giurisdizionale”.

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