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Niente privacy nelle lunghe attese al Pronto soccorso, Miceli: meglio un piano alle passerelle politiche

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Gela. Le passerelle politiche in ospedale non riescono a celare la mancanza di privacy e la carenza di personale dei pazienti

che in attesa di ricovero ospedaliero vengono “posteggiati” al Pronto soccorso. A lanciare l’accusa è Pina Miceli, responsabile del dipartimento salute Fratelli d’Italia-An sezione “Giorgio Almirante”, per anni impegnata a verificare il corretto operato tra le corsie dell’ospedale in qualità di presidente del Tribunale dei diritti dei malati (Tdm).

“Abbiamo appurato le reali condizioni sull’organizzazione del Pronto soccorso – assicura Antonio Lauretta, portavoce sezione Almirante – dando seguito alle numerose segnalazioni ricevute da cittadini-utenti”.

“Dalle visite effettuate è emerso che l’apertura del nuovo pronto soccorso – spiega Pina Miceli -, che ne avrebbe dovuto regolamentare meglio l’accesso, in realtà ostacola o addirittura impedisce ai familiari di accompagnare i pazienti in astanteria, dove vengono ‘posteggiati’ in regime di promiscuità, in attesa che dai reparti comunichino la disponibilità dei posti. La mancanza di privacy è aggravata dalla cronica ed atavica carenza di personale. Auspichiamo che il direttore generale dell’Asp, Carmelo Iacono, concordi, al più presto, un nuovo piano per il nostro nosocomio, evitando le consuete passerelle politiche”.

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