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La maxi indagine "Cerbero", la droga che partiva da Palermo: cadono le accuse, assolto Di Gennaro

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Gela. Un presunto giro di droga, con base a Palermo, che sarebbe arrivato fino in città.

L'inchiesta palermitana. I giudici del capoluogo siciliano hanno assolto il trentaquattrenne Crocifisso Di Gennaro, gelese finito tra gli indagati della maxi operazione “Cerbero” risalente a cinque anni fa. Tra le accuse contestate dagli investigatori agli altri coinvolti, anche quella di estorsione. Di Gennaro, invece, è finito a giudizio solo per il suo presunto coinvolgimento nel giro di stupefacenti. Alla fine, però, i giudici palermitani lo hanno assolto insieme agli altri imputati Vincenzo Cosenza e Alessandro Longo. Nella maxi indagine rientrò anche il caso delle pressioni che un funzionario regionale avrebbe esercitato sui responsabili di una società di produzione che stava per avviare i lavori di una fiction televisiva proprio in Sicilia. Per quei fatti, il funzionario regionale è stato condannato. La difesa di Di Gennaro, sostenuta dall’avvocato Flavio Sinatra, è però riuscita a dimostrare l’assenza di elementi utili ad individuare un ruolo dell’imputato nel presunto traffico di droga. La sentenza emessa dal tribunale di Palermo è già stata prodotta, dagli avvocati Flavio Sinatra e Raffaella Nastasi, anche davanti al giudice del tribunale di Gela Miriam D’Amore che deve valutare la posizione di Di Gennaro, imputato per fatti analoghi a quelli che lo hanno portato a processo nel capoluogo. 

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