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La moglie picchiata e bloccata nell'appartamento di famiglia, il marito lascia il carcere e non potrà avvicinarsi alla donna: "Voglio chiederle scusa"

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Gela. Lascia il carcere di Balate e torna libero

il quarantaseienne arrestato dai carabinieri con l’accusa di aver selvaggiamente picchiato la moglie, obbligandola a non lasciare l’abitazione di famiglia.


L'arresto è stato convalidato. Giuseppe P. si è presentato davanti al giudice Marica Marino con le accuse di lesioni e sequestro di persona.  Difeso dall’avvocato Giuseppe Cascino, ha ammesso di aver sbagliato ma ha escluso di aver volontariamente fratturato la gamba della consorte. “Io voglio solo chiedere scusa a mia moglie – ha detto – è stato un momento di rabbia e ho sbagliato. Siamo spostati da anni, ma non volevo che succedesse tutto questo”. Il pubblico ministero Andrea Sodani ha chiesto che all’autotrasportatore venisse applicata la misura dell’obbligo di non avvicinarsi alla consorte. Richiesta, condivisa anche dalla difesa, che è stata accolta dal giudice. Giuseppe P. dovrà nuovamente presentarsi dal giudice a settembre. Intanto, il suo arresto è stato convalidato. I carabinieri, allertati dai vicini di casa della coppia, lo hanno bloccato nel pomeriggio di mercoledì. La donna è stata trasferita in ospedale, dove i medici hanno riscontrato fratture e ferite. Il marito, inoltre, ha spiegato di non averla obbligata a rimanere nell’appartamento di famiglia. Si sarebbe solo limitato a chiederle di attendere l’arrivo dell’ambulanza con i sanitari.  

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