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Rifornivano le auto private con le carte carburante dell'azienda, quattro rinviati a giudizio: ci sono anche due ex dipendenti

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Gela. Compariranno davanti al giudice del tribunale a fine gennaio.


Il presunto raggiro all'azienda. Sono stati rinviati a giudizio i titolari di due stazioni di servizio della città e altrettanti ex dipendenti di un’azienda locale del settore ittico. Sono accusati di aver utilizzato carte carburante della società per scopi personali. Notevoli quantitativi di benzina e gasolio che sarebbero finiti nelle auto degli imputati o, addirittura, rivenduti dopo i rifornimenti. L’ammanco maturato nel corso del tempo non sarebbe inferiore ai sessantamila euro. Il giudice dell’udienza preliminare Paolo Fiore ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero Andrea Sodani. Per l’accusa, infatti, tutti gli elementi acquisiti confermerebbero l’esistenza di una sorta di sistema illecito, basato sull’utilizzo delle carte carburante dell’azienda. Una ricostruzione che è stata contestata dai legali di fiducia dei quattro imputati, gli avvocati Joseph Donegani, Tommaso Vespo, Emanuele Maganuco e Giuseppe Purpora. I titolari delle stazioni di servizio, peraltro, hanno del tutto escluso qualsiasi rapporto con gli ex dipendenti dell’azienda, che invece avrebbero effettuato i rifornimenti, limitandosi poi a pagare con le carte. I quattro dovranno rispondere alle accuse in giudizio.

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