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Schianto mortale sulla Gela-Catania, persero la vita marito e moglie: "nessuna manovra azzardata"

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Gela. Non ci sarebbero state  manovre azzardate o eventuali colpi di sonno.


L'impatto mortale. I tre giovani a bordo della Renault Clio che, nel settembre di tre anni fa, impattò contro una Lancia Y, lungo la Gela-Catania, hanno parlato davanti al giudice Lirio Conti. Uno di loro, Marco Catalano, che era alla guida della Renault, è a processo con l’accusa di omicidio colposo. L’impatto tra le auto fu fatale ai coniugi niscemesi Rosario Votadoro e Maria Reale. Insieme alle due figlie, si stavano recando in aeroporto a Catania. I tre giovani, invece, tornavano in città, dopo una serata nel capoluogo etneo. “Ero seduto sul lato passeggero – ha detto uno dei giovani – tutto si è verificato in un millesimo di secondo. Le auto hanno impattato e io ho subito cercato di soccorrere mio fratello e l’altro passeggero nella nostra auto. Mi accorsi subito che per i coniugi non c’era più nulla da fare. La Renault non andava ad alta velocità, addirittura era stato inserito il limitatore di potenza, di modo da risparmiare benzina”. Una ricostruzione che, in sostanza, è stata confermata anche dall’imputato e dall’altro giovane che li accompagnava durante quella notte di tre anni fa. I tre hanno ribadito che, prima del rientro da Catania, avevano anche deciso di riposare per qualche ora, di modo da evitare la stanchezza alla guida. Hanno risposto alle domande del pm Gesualda Perspicace e del difensore di fiducia, l’avvocato Fabrizio Ferrara. Decisiva, a questo punto, sarà la valutazione di quanto sostenuto dai due periti che hanno effettuato i rilievi tecnici, fornendo conclusioni del tutto discordanti circa le responsabilità dell’impatto.

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