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La mafia nell'elezione di La Rosa? Annullata l'ordinanza, l'ex sindaco torna in libertà: revocati i domiciliari agli Attardi

Niscemi
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Niscemi. L’ex sindaco Francesco La Rosa, arrestato nelle scorse settimane al termine del blitz “Polis”, torna in libertà.


L'ex sindaco torna in libertà. I giudici del tribunale del riesame di Caltanissetta hanno annullato l’ordinanza emessa nei suoi confronti. In sostanza, allo stato, non ci sarebbero elementi certi per collocarlo nel presunto patto politico mafioso che sarebbe stato alla base della sua elezione di cinque anni fa. Per i pm della Dda di Caltanissetta e per i poliziotti della mobile e dei commissariati di Niscemi e Gela, invece, La Rosa avrebbe stretto accordi, anche con boss di spicco della zona, ad iniziare da Giancarlo Giugno e Alessandro Barberi. Ricostruzione che, adesso, vacilla. I giudici del riesame hanno accolto in pieno le richieste giunte dal legale di fiducia dell’ex sindaco, l’avvocato Giuseppe D’Alessandro. Così, l’ex sindaco torna in libertà, senza altre misure. Arresti domiciliari revocati anche ai gelesi Carlo e Giuseppe Attardi. I giudici del riesame hanno rideterminato le misure cautelari impostegli, così come chiesto dal difensore, l’avvocato Flavio Sinatra. I due, padre e figlio, hanno comunque il divieto di dimora a Niscemi. In base alle accuse, proprio l’elezione in consiglio comunale di Carlo Attardi, candidato nelle liste pro La Rosa, sarebbe stata spinta dai clan. Obbligo di firma per Salvatore e Giuseppe Mangione, a loro volta già sottoposti agli arresti domiciliari e difesi dall’avvocato Enrico Trantino. Rimangono in carcere, invece, Salvatore Ficarra e Francesco Spatola, ritenuti i veri referenti dei clan nella presunta trattativa. I loro legali, gli avvocati Flavio Sinatra e Francesco Spataro, avevano chiesto misure diverse dalla detenzione. La prossima settimana, davanti ai giudici del riesame si prensenterà Francesco Alesci, a sua volta detenuto. Difeso dal legale Gino Ioppolo, cercherà di chiarire la sua posizione nell’inchiesta.

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