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Non poteva essere licenziata, il tribunale dà ragione ad ex formatrice del Ciofs che sarà reintegrata

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Gela. La legge ha dato ragione ad una lavoratrice contro il suo ente di formazione condannato dal giudice monocratico del Tribunale di Gela alla reintegra nel posto di lavoro oltre al risarcimento del danno economico.

Potrebbe configurarsi come un corso di formazione continua tanto caro alle associazioni che si occupano di diffondere e favorire l’apprendimento degli alunni e dei lavoratori occupati impazienti di apprendere per dare una sistemata alle vecchie regole del mestiere. Si, perché la sentenza de giudice monocratico del Tribunale di Gela, Elena Kildani, è la classica lezione scritta che potrebbe creare il cosiddetto “precedente” e  servire ai formatori licenziati dagli enti di formazione per trascriverla sul diario di bordo in modo da custodirla gelosamente sul quadernone degli appunti: la nullità del licenziamento, la condanna dell’ente di formazione alla reintegra nel posto di lavoro di una dipendente. Il dispositivo firmato dal magistrato è datato 19 febbraio 2017. Il giudice monocratico nelle undici pagine ricostruisce minuziosamente  il ricorso presentato da una lavoratrice difesa dagli avvocati Giuseppe e Rino Impaglione contro l’Associazione Regionale CIOFS-FP Sicilia, sentenziando la nullità del licenziamento intimato alla dipendente, la reintegra nel posto di lavoro precedentemente occupato e il pagamento di una indennità risarcitoria commisurata all’ultima retribuzione globale di fatto, dal giorno del recesso a quello della effettiva reintegra.  La sentenza del magistrato in forza al Tribunale di Gela potrebbe aprire una autostrada ai tanti formatori rimasti al palo dopo il semaforo verde acceso dagli enti di formazione con il provvedimento di licenziamento. 

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