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Gli investimenti di Eni, conclusa la riunione al ministero: "Un altro tavolo tra dieci giorni...su cantieri e autorizzazioni serve trasparenza"

Economia
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Gela. Un nuovo tavolo di confronto, da convocare entro i prossimi dieci giorni, di modo da stilare il cronoprogramma definitivo su autorizzazioni e avvio dei cantieri in raffineria.


Un nuovo tavolo. E’ questo l’impegno ufficiale, assunto dal viceministro allo sviluppo economico, a conclusione del vertice romano incentrato sul protocollo d’intesa Eni del novembre di tre anni fa. “Vanno bene le attività portate avanti da Eni ma servono date certe che devono essere pubbliche – dice il vicesindaco Simone Siciliano presente al tavolo di confronto – l’amministrazione comunale ha spinto in questo senso, perchè non può essere lasciata da sola a rispondere alle giuste richieste di lavoratori che si sentono quasi presi in giro”. Sia la giunta sia le sigle sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno comunque rimarcato la necessità di assorbire più personale possibile dalle fila dell’indotto. Non a caso, è arrivata la proposta, diretta ad Eni, di avviare anche lavori ulteriori rispetto a quelli indicati nel protocollo. “Intanto, l’ente comunale – dicono ancora Siciliano e il sindaco Domenico Messinese – ha già concluso l’iter della concessione edilizia sull’impianto di trattamento acque borate e i tecnici stanno già lavorando a quello dello steam reforming”.

"Iter snelli". A questo punto, anche le organizzazioni sindacali, con i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Maurizio Castania probabilmente valuteranno lo stato dell’arte anche dopo il nuovo tavolo che dovrebbe essere convocato entro dieci giorni. Alla riunione tenutasi al Ministero dello sviluppo economico, c’era il presidente della Regione Rosario Crocetta che, già negli scorsi giorni, ha annunciato la conclusione dell’iter ministeriale per la green refinery. “Sono state confermate le sedici iniziative produttive rivolte alle aree dismesse della raffineria – spiega ancora Siciliano – cinque di queste vengono considerate di assoluta fattibilità. Però, anche in questo caso, bisogna snellire gli iter autorizzativi. Non si può pensare che questi imprenditori possano attendere mesi e mesi prima di ricevere i via libera”. Insomma, il tavolo non è ancora chiuso e sulla vicenda della riconversione della raffineria, iniziata tre anni fa con la firma del protocollo d’intesa, non è stato scritto il capitolo finale.

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