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All'Eurotec è rottura totale, gli operai si fermano contro i licenziamenti: "Siamo stati traditi"

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Gela. Secondo giorno di protesta per gli operai Eurotec, cantieri fermi

in raffineria e una tensione che difficilmente potrà trovare soluzione nell'immediato.


La protesta dei lavoratori. Ieri, non c'è stata alcuna intesa tra le segreterie provinciali dei metalmeccanici di Fiom, Fim e Uilm e i vertici aziendali. Operai e sindacati non accettano i ventisei licenziamenti previsti nel piano di ristrutturazione aziendale presentato dal professionista nominato dal giudice civile che segue la fase di concordato preventivo. Un piano elaborato insieme ai vertici della società. "Siamo stati traditi - dicono gli operai davanti ai tornelli della raffineria di contrada Piana del Signore - la proprietà ci ha chiesto sforzi economici per andare avanti, abbiamo cinque mensilità arretrate, comprese due quattordicesime. Noi abbiamo accettato di aspettare pur di non perdere il lavoro. Dicevano che eravamo una famiglia e, adesso, arrivano i licenziamenti. A questo punto, vogliamo gli arretrati che ci spettano di diritto, altrimenti in fabbrica non rientreremo". I rapporti tra i vertici aziendali e i lavoratori appare quantomai compromessa. "Come si fa a licenziare - dicono ancora i lavoratori - quando l'azienda ha cantieri a Palermo, Siracusa e in Sardegna? Non accettiamo più compromessi, neanche quelli sul trattamento di fine rapporto". A supporto della protesta dei lavoratori Eurotec ci sono i segretari dei metalmeccanici Orazio Gauci, Angelo Sardella e Nicola Calabrese. Questa mattina, per circa un'ora, i lavoratori hanno ricevuto la solidarietà dei colleghi dell'indotto che, spontaneamente, hanno ritardato l'ingresso in fabbrica.

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