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"I licenziamenti sono diciannove", i vertici di Eurotec dopo il tavolo in prefettura: "Per noi è una fase molto delicata"

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Gela. Nella vertenza Eurotec, tra le società metalmeccaniche

più importanti dell’intero indotto Eni, “ballano” i numeri.


"I licenziamenti sono diciannove". A conclusione del tavolo convocato nelle scorse ore in prefettura a Caltanissetta, i sindacati hanno comunicato che dagli originari ventisei licenziamenti, indicati nel piano di ristrutturazione del gruppo, si possa arrivare a sedici. Una prima mediazione, quindi, nel tentativo di arrivare ad un accordo complessivo. La posizione dei vertici aziendali, però, appare differente. “I licenziamenti sono diciannove – dice il proprietario Angelo Tuccio – così come le lettere già inviate ai dipendenti. Non c’è altra indicazione da dare. Ovviamente, se non tutti i diciannove lavoratori venissero ricollocati in altre aziende, potremmo pensare a mantenerne alcuni, ma solo pochissime unità. Non so cosa potrà accadere nelle prossime settimane, così come non lo possono sapere i sindacati”. Insomma, le divergenze rimangono, anche perché i confederali di Cgil, Cisl e Uil e i metalmeccanici di Fiom, Fim e Uilm hanno spinto per l’eventuale attivazione della cassa integrazione straordinaria. “Per la mia società – aggiunge Tuccio – è una fase molto delicata. Non credo che verremmo coinvolti nelle riunioni finalizzate all’eventuale ricollocamento degli operai in esubero. Per noi, in questo momento, i numeri sono essenziali”. A conclusione della riunione in prefettura, è scattata una nuova fase nell’intera vicenda, che adesso coinvolge anche Confindustria Centro Sicilia. I manager confindustriali dovranno fare da mediatori tra aziende dell’indotto e sindacati, nel tentativo di ricollocare gli operai licenziati da Eurotec.

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