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La protesta degli edili della Turco, i dirigenti aziendali: "Facciamo sacrifici per non licenziare...gli operai sapevano dei ritardi"

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Gela. “I lavoratori e i sindacati sono stati informati già da tempo.

Abbiamo crediti da riscuotere, con aziende non del gruppo Eni, e i ritardi nei pagamenti, purtroppo, sono inevitabili”.


La protesta dei dipendenti. I dirigenti della Turco Costruzioni rispondono così alla protesta spontanea, organizzata questa mattina dagli operai del gruppo edile, da anni impegnato nell’indotto della raffineria di contrada Piana del Signore. “Abbiamo sbloccato due mensilità per l’indennità mensa – dicono ancora - e i pagamenti complessivi verranno coperti quando avremo le risorse necessarie, comunque prima possibile. L’azienda ha fatto enormi sforzi per evitare licenziamenti, nonostante ci siano degli esuberi. E’ vero che in raffineria sono partiti i cantieri della green refinery, ma è anche vero che ci sono degli esuberi, ma noi vogliamo evitare tagli”. Ad inizio settembre, c’era stata un’altra protesta lampo degli operai, poi rientrata. Mancano le spettanze di luglio e agosto e gli ultimi conguagli delle retribuzioni di giugno. La tensione c’è e si sente, soprattutto nei rapporti tra dipendenti e vertici societari. “Probabilmente – concludono gli imprenditori del gruppo – questa protesta è da legare anche al fatto che abbiamo già comunicato a diversi dipendenti, e lo faremo pure nei prossimi giorni, la necessità di trasferirli in altri cantieri aziendali, fuori dalla Sicilia. Forse, non tutti l’hanno digerito bene”.

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