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Da Eni 4,5 milioni di euro per la riqualificazione dell'archeologia: 1,1 è destinato alla filmografia

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Gela. Con una parte delle somme di compensazione nascerà in città un centro di restauro marino dei reperti archeologici

che sarà affiancato ad un progetto di realizzazione di cortometraggi per la promozione della Gela storica. Per quest’ultimo progetto è stato stanziato 1,1 milione, 100 mila euro meno del centro di restauro. Le somme fanno parte di un più complesso programma di “riqualificazione delle risorse archeologiche turistiche e artistiche del territorio” che include sei azioni per un investimento da 4 milioni 480 mila euro da realizzare in tre anni (entro il 2019).

E’ questo uno stralcio di investimento dei complessivi 32 milioni di euro destinati al territorio gelese, quale compensazione dell’insediamento di una bio raffineria capace di produrre carburanti ecologici dalla raffinazione di oli esausti e olio di palma.

I due interventi rischiano di sintetizzare il metodo di valutazione dei progetti finanziati per creare economia nel territorio. Criteri adottati per la Fondazione di comunità già contestati dal presidente del consiglio comunale, Alessandra Ascia, e dagli esponenti in Aula del M5S e che prevedono l’impegno economico di 2,1 milione di euro.

Appare improprio destinare un quarto delle somme dell’intervento alla comunicazione e filmografia nella ottimistica speranza di rilanciare una economia fondata sull’archeologia. Le altre azioni finanziate nel programma di riqualificazione delle risorse archeologiche turistiche annoverano la mappatura e il recupero dei reperti archeologici a Bulala (300 mila euro), allestimento del museo della nave Greca (200 mila euro), valorizzazione del patrimonio abitativo per attività turistiche (1 milione di euro), progetto di valorizzazione del grano dei campi Geloi (600 mila euro).

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