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Sviluppo Democratico a sostegno del sindaco: "Ecco la verità su mercato, Pums e Ghelas"

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Gela. Sviluppo democratico scende in campo per difendere l’operato dell’amministrazione Messinese su alcune scelte politiche.

Mercato a Marchitello.

“Sollevare ora cavilli sulla titolarità di approvazione degli atti – dicono - apre scenari pericolosi sui quali chiediamo all’esecutivo comunale di valutare la legittimità delle delibere pregresse e verificare eventuali danno erariale. Infatti, nemmeno la deliberazione di giunta comunale del 2012, che individuava un’area privata ad uso mercatale, aveva richiesto il parere del Consiglio Comunale. Senza voler legittimare condotte passate, quello che fa più specie è che di quella giunta facevano parte alcuni attuali consiglieri comunali che, oggi, usano le associazioni di categoria per aizzare malcontenti di settore contro chi lavora per la città, pensando che tale modo di operare possa sollevarli dalle responsabilità, che proprio la scelta di un’area privata per il mercato cittadino ha generato un aggravio per i contribuenti”.

Mercato di via Madonna del Rosario

“Abbiamo scoperto che le adempienze relative alle spese per i servizi di approvvigionamento per l’energia elettrica e i bagni chimici, la pulizia e gli oneri burocratici erano a carico degli operatori commerciali, e che proprio quella associazione di categoria, a cui tanto piace criticare l'amministrazione, ne risulta garante. È stato davvero così o i costi sono stati spalmati sulla collettività?

L’amministrazione Messinese invece ha individuato l’area pubblica di Marchitello. Non viene violata – secondo Sviluppo Democratico - neanche la decantata legge regionale del ’95. La norma infatti identifica le aree pubbliche da utilizzare per mercati giornalieri e quelle destinate a fiere locali e mercati settimanali, ma solo le prime sono soggette al parere del Consiglio Comunale. Invece, i mercati settimanali e le fiere, sono di competenza del sindaco.

Piano Urbano Mobilità

“Bruciare le ultime sedute consiliari per non addivenire a nulla se non a buttare fango contro l’amministrazione comunale è stato quanto di più irresponsabile si potesse partorire – sostiene il Movimento vicino al sindaco - L’alibi della Valutazione Ambientale Strategica non ha retto in passato neanche per il Prg, eppure, oggi, viene utilizzata ad uso e consumo di alcuni detrattori di questa amministrazione che da parte sua ha mostrato efficienza sin dal suo insediamento. Risale infatti ai primi di luglio del 2015, ancora freschi di giuramento, la prima e tempestiva nota di sollecito inviata alla Regione. La procedura Vas, pur eseguita e regolarmente inviata in Regione, con molta probabilità non è necessaria e con altrettanta probabilità giungerà il parere di non assoggettabilità, come sta già accadendo per diversi Comuni della Sicilia. Ciò vuol dire che alcuni consiglieri comunali, rifiutandosi di approvare il Pums, con l'atteggiamento furbesco di disertare la seduta del Consiglio Comunale, perché convinti che fosse mancante di Vas, ha certificato una scelta che ha finito per far perdere ai nostri concittadini i fondi già assegnati e che ora occorre togliere da altri capitoli del bilancio che verranno meno ad altri scopi”.

Vicenda Ghelas

“Anche su questa realtà infatti l’amministrazione comunale sta rivelando la sua responsabile politica di risanamento delle casse pubbliche. Dopo 15 anni, solo oggi si affronta con decisione la questione del ripianamento dei debiti, in piena stagione di tagli ai trasferimenti e diminuzione delle royalties. L’esposizione debitoria nei confronti di Ghelas e Ato Rifiuti, maturata in anni di scriteriata amministrazione, ammonta oggi, complessivamente a circa 17 milioni. Se con l’Ambito Territoriale le prossime settimane saranno risolutive, con la Ghelas è stata chiusa la vicenda con i primi 2 milioni versati nel 2016 e la restante parte con il raggiungimento di un accordo che prevede un’operazione di transazione in tre anni. Per la prima volta così il Comune di Gela registrerà l’equilibrio tra il bilancio dell’ente e quello della partecipata, così come prevede la legge”. 

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