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"Torrenti sfiduciato dall'inciucio Pd, grillini, Lista Musumeci", Di Modica contro Orlando: "In Comune non è mai presente"

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Gela. Il futuro, almeno quello più immediato, della commissione comunale sviluppo economico sembra già segnato da contrasti interni che, oramai, sono diventati politici.

"Dove sono gli atti sul Pum?". Fibrillazioni ancora più delicate, in una fase nella quale si stanno sovrapponendo casi decisivi per le sorti della città, dai soldi del Patto per la Sicilia alla questione Eni. Così, mentre il presidente Carmelo Orlando, vice capogruppo del Pd in consiglio comunale, ha ribadito che l’unico problema della commissione è da legare alle polemiche alimentate dall’altra componente, ovvero l’indipendente Angela Di Modica, i contrasti aumentano. Proprio il consigliere Angela Di Modica, infatti, contesta la linea di Orlando, subentrato alla presidenza ad Antonio Torrenti del Megafono, e solleva il velo su un presunto inciucio politico. “L’ex presidente Antonio Torrenti è  stato sfiduciato dall'inciucio tra Pd, Movimento cinque stelle e lista Musumeci – dice - solo perché si era assentato per circa un mese, a seguito di impegni lavorativi. L’attuale presidente Carmelo Orlando, dal momento del suo insediamento, ha convocato solo per tre volte la commissione. I lavori della commissione sviluppo economico si sono arenati subito dopo aver espresso parere negativo sul Piano urbano della mobilità. La documentazione che avevo chiesto tramite posta certificata non mi è stata ancora recapitata. Ho dovuto fare un lavoro tutto individuale per portare in aula il mio parere sul Pum”.

"Non devo rendere conto ad Orlando". Inoltre, rivela i retroscena del suo no alla presidenza che sarebbe stata messa sul tavolo dagli altri componenti nel tentativo di sfiduciare l’esponente del Megafono Antonio Torrenti. “Io non ho mai ambito ad alcuna presidenza – continua - mi è stata proposta in cambio della sfiducia ad Antonio Torrenti. Per questo motivo ho rinunciato. Mancavano i presupposti basilari di etica e morale. Ho chiesto l'azzeramento della griglia poiché sono variati gli  equilibri delle presidenze di commissione. Adesso, il Pd ne ha una in più, a discapito del Megafono. Non ho alcuna intenzione di cambiare commissione se non verrà variata la griglia e comunque non ne devo rendere conto nè al Pd né al consigliere Carmelo Orlando. Sul piano politico, è chiaro che Pd, grillini e Lista Musumeci non vogliono farsi sfuggire la gestione delle risorse del Patto per la Sicilia ed avverseranno in ogni modo l'amministrazione Messinese come hanno già dimostrato con il Pum”. Angela Di Modica, inoltre, mette in discussione anche la condotta del presidente Carmelo Orlando. “Come fa a parlare di certe argomenti un consigliere che non frequenta il municipio da metà dicembre? Non è stato presente nè durante le sedute di consiglio comunale né alle riunioni dei capigruppo. Parla solo per voci riferite. A differenza loro, io non inciucio”.

"L'incontro con i sindacati? C'è già un gruppo di lavoro". A rincarare la dose, c’è l’ex presidente Antonio Torrenti che mette in dubbio anche l’utilità del vertice che i componenti della commissione sviluppo economico dovrebbero avere con i sindacati sul fronte Eni. “Non ho ricevuto nessuna convocazione – spiega – qualora la riunione dovesse tenersi, io non parteciperò. I sindacati  fino ad oggi non hanno mai smentito in niente quello che è stato dichiarato da parte dei vertici di Eni circa lo stato di attuazione del protocollo d'intesa. Dopo l'istituzione del gruppo di lavoro su Patto per il Sud ed Eni, è giusto che la commissione impieghi tempo e soprattutto danaro pubblico per occuparsi di agricoltura che soffre tanto, solo per fare uno dei tanti esempi”. In commissione sviluppo economico le tensioni sono tutt’altro che sopite.

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