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La direzione del Pd appoggia Di Cristina, "non firmiamo la sfiducia alla Ascia": i "ribelli" disertano e stanno con Cirignotta

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Gela. Niente mediazione, nessuna intesa. Dopo la direzione del Pd, tenutasi questa mattina, emergono due diversi partiti.

La direzione si schiera con il segretario. Da un lato, c’è quello del segretario Di Cristina, appoggiato dalla segreteria provinciale e da quella regionale; dall’altro, ci sono i dissidenti, ovvero i consiglieri comunali Vincenzo Cirignotta, Romina Morselli e Salvatore Gallo, che del segretario farebbero volentieri a meno, con l’obiettivo di azzerare tutto e proiettarsi verso una nuova fase. I tre consiglieri, questa mattina, non hanno partecipato alla direzione indetta da Di Cristina. C’erano, invece, il segretario provinciale Giuseppe Gallè, il deputato regionale Giuseppe Arancio, il vice capogruppo Carmelo Orlando e il presidente del consiglio comunale Alessandra Ascia, oltre agli esponenti della direzione cittadina. Davanti ai big locali del partito, compreso l’ex deputato regionale Miguel Donegani, Di Cristina ha ottenuto l’appoggio dell’intera direzione. “E’ stata una direzione molto partecipata – dice il segretario – anche il partito regionale segue la vicenda ma credo che il vero Pd sia proprio quello che si è visto nel corso della riunione e dei tanti interventi”. Nelle prossime ore, i democratici dovrebbero diffondere un documento ufficiale. Intanto, la direzione ha compiuto un primo passo, quasi un messaggio indirizzato ai ribelli. Le firme del Pd sulla richiesta di revoca del presidente Alessandra Ascia vanno ritirate. Negli scorsi giorni, è stata Romina Morselli a firmare, chiedendo che la richiesta di revoca del presidente venga portata in aula e discussa.

Morselli e Gallo a sostegno di Cirignotta. I tre “ribelli”, però, non ci stanno e, soprattutto, respingono al mittente la “paternale” giunta dal deputato regionale Giuseppe Arancio che ha ribadito come “la linea politica venga dettata dal partito e non da singoli esponenti”. Arancio ha criticato l’atteggiamento del capogruppo Vincenzo Cirignotta, che sarebbe interessato solo alle primarie per l’eventuale sindacatura. A supporto di Cirignotta, si schierano sia Romina Morselli sia Salvatore Gallo. “Consideriamo paradossale – dicono - che un deputato regionale invece di occuparsi dei problemi della città, si preoccupi di rispondere al capogruppo. Vincenzo Cirignotta, su nostro mandato, ha esposto al parlamentare regionale una visione politica di quello che dovrebbe essere il futuro del Pd e dei rapporti con gli alleati del centrosinistra. È assolutamente falso che nell'incontro di ieri siano state chieste garanzie su percorsi politici personali e se ancora qualcuno fa finta di non capire, riteniamo l'azzeramento della segreteria e la celebrazione delle primarie per la scelta del candidato locale alle elezioni regionali punti imprescindibili per riavviare il dialogo”. I dissidenti, quindi, non cedono di un passo rispetto alle critiche mosse già all’indomani dell’assemblea del partito locale. Contestano chiaramente i ruoli non solo del deputato regionale Giuseppe Arancio ma anche del segretario Peppe Di Cristina. “Fare il segretario – concludono Morselli e Gallo - non significa raccogliere le firme su ordine del partito nazionale e regionale, ma condurre battaglie sociali a favore della nostra comunità. Vorremmo ricordare al deputato Arancio, che il termine spiegare non lo utilizziamo nemmeno a casa nostra quando parliamo con i nostri figli. Non fa di certo onore ad un rappresentante delle istituzioni. Dialogo sì, ma per avviare una stagione politica nuova del Partito Democratico”.  

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