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Chi vuole far saltare la trattativa? Messinese crede ancora nel centrodestra ma Siciliano non gradisce bastoni tra le ruote

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Gela. Addio “sogni” di centrodestra?


Chi sta manovrando? Dove voglia andare questa giunta, anche nel tentativo di scansare la iattura della sfiducia, è ancora un quesito dalle mille risposte. Il sindaco Domenico Messinese sembrava a una spanna dal chiudere con quelli del centrodestra. In pochi giorni, però, tutto è precipitato. Incomprensioni, insinuazioni, una mozione di sfiducia firmata anche dal capogruppo di DiventeràBellissima Vincenzo Cascino e, ora, una candidatura alle regionali, quella di Angelo Caci schierato tra le fila degli alfaniani a supporto di Fabrizio Micari, che tanti vedono come un cavallo di Troia che Messinese e Siciliano cercano di piazzare nel campo di quelli di centrosinistra. Insomma, a destra ne hanno fin sopra i capelli e l’ipotesi di accordo potrebbe finire in soffitta, ricoperta da tanta polvere. Messinese, però, ancora ci crede. Il campo di centrodestra gli piace, lo gradisce, lo considera il più adatto per disegnare il suo programma di governo della città. In pochi giorni, però, le mura del castello hanno cominciato a cedere e alcuni consiglieri di centrodestra stanno già pensando alla sfiducia, senza altri giri di parole. Messinese giura che quel candidato schierato tra gli alfaniani non lo conosce proprio. “Non so neanche chi sia Angelo Caci – dice – un nostro riferimento? Lo escludo. Non so se abbia rapporti di lavoro con il vicesindaco o con altri assessori della mia giunta. In ogni caso, non è una cosa che possa interessarmi”. E il vicesindaco Simone Siciliano, che fa? E se fosse proprio lui il vero manovratore politico? L’eventuale intesa con il centrodestra potrebbe avere conseguenze immediate per la sua posizione, sempre più preponderante in giunta. Alcuni consiglieri l’hanno detto chiaramente, “l’accordo si fa ma Siciliano va ridimensionato”. Probabilmente, il vicesindaco di ridimensionamento non vuol sentire parlare. E, allora, perché non buttare nella mischia un candidato che conosce, piazzandolo nello schieramento opposto, facendo così saltare tutti i potenziali accordi con quelli di centrodestra? Insomma, Siciliano mirerebbe a mantenere il suo ruolo in giunta. Meglio soli che ridimensionati. Il sindaco, così, si sarebbe trovato a scartare un “regalo” piuttosto sgradito.

Si buttano a sinistra? Non è da escludere, però, che questo candidato dell’ultima ora, anche se tutti smentiscono qualsiasi iniziativa della giunta comunale o di Sviluppo Democratico in direzione degli alfaniani di Alternativa Popolare, possa essere una mano tesa al centrosinistra. Qualche giorno fa, arrivato in città per firmare l’ennesimo accordo sulle compensazioni Eni, Rosario Crocetta è stato fin troppo chiaro, “i sindaci si fanno lavorare”. Insomma, Crocetta c’è, soprattutto per Messinese. Difficile, però, che il Pd locale possa digerire l’eventuale nuova relazione politica con un sindaco che per settimane ha cercato di chiudere con la fazione avversa. Il sindaco, per ora, non rinuncia alle sue condizioni e ai suoi assessori. Il suo vice Simone Siciliano di accordi non sembra volerne fare, ma con Simona Vicari, la senatrice alfaniana che in Sicilia continua a contare e non poco, i rapporti sono sempre sulla cresta dell’onda. Quindi, tutti in aula a rispondere alle bordate sulla sfiducia che arriveranno sia dai banchi di centrodestra sia da quelli di centrosinistra? La confusione politica ha preso piede in municipio e un candidato di “favore” buttato nella mischia, magari con il sostegno di qualche azienda, non può che agitare ulteriormente le acque.

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