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Nello Musumeci non poteva essere solo un’ipotesi

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Gela. L’ho incontrato solo una volta ed è stato all’Hotel Sileno in occasione di un incontro preparato dal dott. Enzo Pepe,

oggi candidato nella lista dell’U.d.c. a sostegno proprio della candidatura di Nello Musumeci alla presidenza della Regione.

L’ho ascoltato attentamente dalla distanza di appena un paio di metri. Ne ho studiato soprattutto la mimica, l’espressione, lo sguardo: alla fine, l’impressione che ne ho ricevuto è stata quella di un uomo dall’eloquio fascinoso, dalla parola essenziale e senza arzigogoli, lineare, amabile, rassicurante per la fiducia che ispirava, sorretto da una  morale irreprensibile, tutte qualità difficilmente riscontrabili in un politico.

E’ un visionario che crede che la Sicilia possa ancora salvarsi, nonostante lo scetticismo dilagante. Egli non intende sottrarsi all’imperativo morale, prima che politico, di vedere realizzato questo suo sogno. I visionari fanno la STORIA e Nello Musumeci, in questo senso, non è un esemplare di seconda linea. Non per nulla, Nello Musumeci ha dato al suo movimento politico il nome “Diventerà bellissima”, rifacendosi ad un’augurale frase di Paolo Borsellino “Un giorno questa terra (la Sicilia) diventerà bellissima”.

Nell’immaginario collettivo, a ragione, Nello Musumeci è additato come esempio di buona politica: “C’è bisogno di buona politica perché oltre la politica c’è il vuoto, c’è la legge della giungla, c’è l’anarchia. Serve una buona politica, più che predicata, praticata giorno dopo giorno” ha dichiarato in più di un’occasione. Tanto per fare un esempio, nelle tante migliaia di delibere da lui firmate nei dieci anni durante i quali ha ricoperto il ruolo di Presidente della provincia di Catania (era il tempo della primavera catanese), non è mai stata trovata macchia alcuna.

E proprio in quei dieci anni, Nello Musumeci si è fregiato del titolo onorifico di Presidente della Provincia più gradito e amato della Nazione. D’altronde, non è stato proprio un caso che l’Assemblea regionale, rappresentata da tutti i gruppi politici, lo abbia eletto all’unanimità Presidente della Commissione regionale antimafia, cosa mai avvenuta prima, per servire l’etica della politica, per renderla più credibile. Nella sua lunga carriera politica, benché in certi momenti insidiato da forze oscure, Musumeci non ha mai deviato dalla sua linea politica. Stile, dignità, onestà politica e intellettuale Musumeci ha dimostrato nella seduta dell’assemblea regionale del 15 marzo del 2017, quando ha annunciato la sua decisione di dimettersi, per ragioni politiche e morali, da Presidente della Commissiome regionale antimafia perché intenzionato a candidarsi alla Presidenza della regione, pur non essendo obbligato a farlo da nessuna legge o norma. Sarei rimasto molto sorpreso se Silvio Berlusconi non avesse colto l’opportunità rappresentata da Musumeci quale miglior candidato del centro-destra.

Non credo che siano parecchi coloro che in Sicilia, e non solo in Sicilia, possono vantare un pedigree politico come quello di Nello Musumeci. Non credo che sia superfluo ricordare che Nello Musumeci è stato eletto per tre volte anche come parlamentare europeo. Ora, a campagna elettorale ufficialmente aperta, cosa potranno mai gli avversari inventarsi per offuscarne il profilo politico-morale, francamente non riesco neanche ad immaginarlo. E allora costoro dovranno approntare strategie improntate all’iperbole, al sensazionale, in una parola, dovranno arrampicarsi sugli specchi. Nello Musumeci ha sempre avuto rispetto e misura nei riguardi dei suoi avversari politici, pur non perdendo mai l’occasione per stigmatizzarne e castigarne comportamenti e azioni quando gli apparivano per lo meno discutibili.

Mi sono rivisto e sentito alcuni dei suoi discorsi all’ARS, e non pochi sono davvero da antologia politica. Ebbene, dai suoi discorsi emerge sempre e con coerenza il suo amore per le Istituzioni, soprattutto quando esse vengono calpestate proprio da chi avrebbe il compito di salvaguardarle, difenderle, proteggerne e conservane l’integrità e la sacralità. Discorsi coraggiosi e di alto profilo morale e politico fatti all’Ars per scuotere sin dalle fondamenta un’architettura del potere che molto aveva perduto in fatto di forma, nobiltà e correttezza. E proprio a conclusione di uno di quei discorsi, Nello Musumeci annichilì l’uditorio allorquando disse, tra l’altro, perentoriamente e appassionatamente: Io rivendico la bellezza della politica. Parole degne di essere incise sul frontone dell’Ideale Tempio della Politica.

A molti, in quei momenti, è sicuramente venuto un brivido alla schiena. Ad alcuni, le parole pronunciate da Nello Musumeci possono anche essere sembrate utopiche, ma senza quelle che io ho definito, in un altro contesto, piccole utopie (sogni realizzabili solo mettendoci il cuore, l’impegno, l’intelligenza, la determinazione, l’onestà), la storia si ferma, le istituzioni vanno incontro ad un degrado morale irrefrenabile e il tessuto sociale tende a marcire. La Storia ci dice che Nello Musumeci è più che degno di ricoprire una carica così importante quale è quella di Presidente della Regione. Il resto della Storia resterà nei cuori dei cittadini siciliani fino a quando essi non verranno chiamati alle urne.

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