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Vincono anche quando perdono...i dem sono ai minimi ma hanno il deputato: Di Cristina s'è preso il partito e chiederà conto ai "ribelli"

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Gela. Giuseppe Arancio è stato riconfermato all’Assemblea

regionale ma nel Pd locale c’è tanto da chiarire, a cominciare dalle dinamiche interne.


Perdono...ma vincono. Il gruppo del segretario cittadino Peppe Di Cristina, che ha spinto per la candidatura bis di Arancio, esce sicuramente rinvigorito. Dopo tanti tentennamenti, probabilmente Di Cristina si è preso il partito, con la staffa dei grandi vecchi, e i “ribelli” di qualche mese fa dovranno dargli conto. Il gong del primo round verrà suonato alla direzione cittadina, che potrebbe tenersi già nei primi giorni della prossima settimana. Di Cristina l’ha confermato nel post regionali e tutti sono convocati, compreso il capogruppo in consiglio comunale Vincenzo Cirignotta, che ha appoggiato la candidatura di Ennio Di Pietro, scelto però dai crocettiani. Cirignotta sembra non temere possibili ripercussioni politiche.

Leali e "ribelli". “Sono stato leale fin dall’inizio – ha detto – la lista Arcipelago Sicilia è uscita direttamente dalla segreteria regionale del Pd”. La scelta elettorale del capogruppo, però, ha fatto storcere il naso a tanti dem e in direzione potrebbero volare gli stracci. Quello che era il primo partito in città, anche con le comunali perse dall’allora candidato Angelo Fasulo, dopo le regionali è sceso al terzo gradino del podio, dietro forzisti e grillini. La sconfitta di voti è sotto gli occhi di tutti, assolutamente innegabile. La “corazzata” dem rischia la ritirata, sia in città sia in provincia. Mancano due anni alle prossime amministrative, nel mezzo ci sono provinciali e legislative, il Pd però ha iniziato a riconoscere il sapore della sconfitta in una città che per decenni è stata roccaforte del centrosinistra. Il Pd perde, ma continua comunque a far proseliti. In direzione, infatti, dovrebbe arrivare il verdetto sulla richiesta di adesione di un altro consigliere comunale, l’ex crocettiano Antonio Torrenti, e anche quelli più “ribelli” potrebbero portare nuovi adepti politici. Per raggiungere le percentuali dei grillini, a livello locale, servirà tempo e l’onda, al momento, non sembra quella giusta. Una cosa è certa, con Arancio all’Ars, Di Cristina non si tocca. Forse, è questa l’unica certezza, in attesa di nuovi colpi di scena o di eventuali uscite dalla stessa scena.  

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