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I tecnici in giunta oppure l'accordo politico? Cascino, "se Messinese non sa decidere rimetta il mandato"

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Gela. Nel periodo pre elettorale, sembravano praticamente

ad un passo dall’intesa, che avrebbe condotto la giunta verso i banchi del centrodestra.
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"Niente intese di sottogoverno". Qualcosa, però, non è andata per il verso giusto e quelli di centrodestra hanno iniziato a prendere le distanze da Messinese e dai suoi. Adesso, che succede? Il centrodestra locale, con il governo Musumeci in Regione, ha certamente un piglio politico diverso. Sanno di potersi giocare carte importanti, essendo gli unici referenti, a cominciare dai consiglieri che militano sotto le effigi del neo presidente. “Il sindaco dovrebbe assumere una posizione chiara – dice il capogruppo di DiventeràBellissima Vincenzo Cascino – a me, invece, sembra che si faccia dettare le scelte da chi gli sta vicino. Non siamo interessati alle intese basate sui posti di sottogoverno, non è quella la nostra ambizione. Vorremmo, invece, che il sindaco si presentasse con pochi punti programmatici da sviluppare”. I consiglieri di Musumeci, compresi Anna Comandatore e Giovanni Panebianco, fanno parte di una delle componenti politiche principali di un centrodestra cittadino, uscito rinvigorito dalla competizione regionale. Tre consiglieri in aula, tanti quanti ne schiera Forza Italia, a sua volta rigenerata dai voti portati a casa dal duo Pino Federico-Michele Mancuso, ma che hanno premiato solo il candidato del Vallone.
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Chi decide in giunta? “Se Messinese lo reputa opportuno – continua Cascino – potrebbe decidere di formare un governo di tecnici, capaci di portare avanti alcuni progetti importanti per la città. Noi saremo pronti a valutare ed eventualmente a collaborare. Ma se decidesse un coloro politico, allora tutto cambierebbe. Se il sindaco, però, non è in grado di chiudere il cerchio né di avere una potenziale maggioranza, allora farebbe bene a rimettere il mandato assegnatogli dagli elettori”. In realtà, proprio Messinese e i suoi non disdegnerebbero un riavvicinamento al centrodestra. Negli ultimi giorni, alcuni emissari hanno cercato di sondare il campo. L’appoggio al candidato di Alternativa Popolare, schierato nel centrosinistra alle recenti regionali, ha però in parte “bruciato” i ponti che ancora collegavano la sponda di centrodestra con quella della giunta. Il sostegno ad Ap è stata una mossa studiata soprattutto dal vicesindaco Simone Siciliano, che per tanti continua ad essere l’unico vero stratega politico in quota giunta. Da quanto emerge, il decisionismo galoppante di Siciliano non troverebbe tutti concordi, neanche tra le fila di Sviluppo Democratico, il movimento organizzato dai fedelissimi del sindaco. Fedelissimi che sarebbero stati pronti a dire sì ad un originario accordo con il gruppo di centrodestra, alla fine risultato vincitore alle urne, a discapito del naufragio targato centrosinistra, favorito anche dal fallimento delle liste di Alternativa Popolare.

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