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Destra, sinistra o che altro? I "travagli" di Messinese...in giunta attendono il verdetto: D'Arma, "piena fiducia dal sindaco"

Politica
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Gela. A destra oppure a sinistra? Anche se le idee politiche

non sembrano al momento così fluide, da qualche parte il sindaco Domenico Messinese dovrà pur andare.
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Chi dice a destra...chi dice a sinistra. Da solo, è chiaro, i numeri non li ha e già da domani parte una maratona consiliare fatta di bilancio, Tari e chi più ne ha più ne metta. L’ipotesi di accomodarsi nel centrodestra, anche se piuttosto in flessione rispetto a qualche tempo fa, non è comunque del tutto accantonata. “Le interlocuzioni proseguono”, spiega un referente storico del centrodestra locale. Il problema vero è un altro, ovvero che non sembra neanche troppo peregrina l’opzione del centrosinistra. Davanti ad un nubifragio di voti persi alle ultime regionali, quelli che un tempo spadroneggiavano in città, cioè proprio quelli di centrosinistra, si guardano intorno. Se è piuttosto difficile che il Pd, in blocco, decida di mettersi a rischiare, facendo da spalla a Messinese&co., l’aiutino potrebbe giungere da altri settori della stessa area politica, magari da quelli che il Pd non lo vogliono più al loro fianco. Il vicesindaco Simone Siciliano c’ha provato a buttarsi nel mischione, con risultati tutt’altro che lusinghieri. Il suo candidato di riferimento Angelo Caci, quello sostenuto fino alla fine anche con gli ormai classici messaggi di “popolo” notificati via whatsapp, è stato rimandato alla prossima occasione. La scelta di accodarsi agli alfaniani di Alternativa Popolare, poi, è stato un vero fallimento. La lista è implosa sull’intera isola, facendo alterare e non poco quelli che i voti per Alfano se li sono portati a casa, ma rimanendo però fuori dall’Ars.
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"Massima fiducia dal sindaco". Di certo, con un governo regionale retto da Nello Musumeci e dai baluardi del centrodestra siciliano, per Messinese sarebbe quasi logico cercare di entrare in quella casa, mettersi a disposizione e vivacchiare per i prossimi due anni abbondanti. Musumeci i suoi riferimenti in città se li tiene stretti e potrebbero fare da interlocutori privilegiati. “Dopo le regionali, nessuno mi ha contattato…il sindaco non l’abbiamo proprio sentito”, dice uno degli uomini di Musumeci. Ovviamente, tanto passa da quello che c’è nel piatto. Ufficialmente, né il gruppo di centrodestra né quello di centrosinistra sembrano interessati ad entrare in giunta. Non si sbilanciano, vorrebbero evitare di prendersi l’ennesima reprimenda pubblica, stile “tanto lo sappiamo che vi piace solo la poltrona…”. Però, come dicono alcuni consiglieri interpellati, peraltro bipartisan, “in politica, mai dire mai”. Se l’ex grillino Messinese deciderà di vestire altri colori, al momento ci sono solo quelli di Sviluppo Democratico ma non sembrano poi così gettonati, qualcosa in giunta, probabilmente, dovrà pur sistemarla. A parte l’intoccabile Siciliano, che detta lo spartito, e, forse, anche Morello, tutti gli altri assessori non appaiono così blindati. Però, almeno stando alle reazioni, non sembrano temere i saluti anticipati. “Fino ad ora – dice l’assessore Rocco D’Arma – non abbiamo avuto alcuna indicazione particolare. I rapporti in giunta sono buoni e non percepiamo nulla di diverso rispetto agli scorsi mesi. Con il sindaco e con tutti gli altri esponenti della giunta continua ad esserci la massima fiducia”. Quindi, tutti tranquilli tra le braccia del sindaco.

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