italcredi
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Per rendere questo mio intervento più somigliante  possibile al periodo “ricco” di contenuti politici che stiamo vivendo, mentre scrivo ho accavallato le gambe come fanno le vallette

Quando il dolore rompe la porta della propria abitazione e si riversa per le strade, diventa dramma e il pubblico e il privato si mischiano dentro un tango dai movimenti schizofrenici.

Eccoli, sul lungomare. La principessa e il suo principe, il castello incantato, le fate del bosco. La bellezza. L'amore, principessa.

Lo stiamo perdendo, lo stiamo perdendo!

Defibrillatore, carica a 200, scarica!

Erano seduti all’ombra dell’albero.

I due anziani in piazza Umberto avevano sul volto i segni del tempo che inesorabile passa. Non toccavano la tasca per controllare se lo smartphone vibrasse.

Ridacchia e si muove frenetico, sputacchia, non sbianca mai quando gli si fa una domanda diretta, fa un girotondo lunghissimo e attinge dal solito cassetto le risposte.

Diciamolo subito e non giriamoci intorno che girare intorno alle cose provoca smarrimenti e perdite di equilibrio e con i tempi tristi che corrono

Ti guardi dentro quello specchio e non ti riconosci. Ti ricordi del tuo sguardo vivo, di quella luce vicino l'iride quando, nelle giornate di sole, respiravi la vita.

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