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Il Gela non vuol parlare di crisi, con l'Ebolitana l'occasione per ripartire

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Gela. Il distacco è importante. Ma non irrecuperabile. Il Gela deve ritrovare se stesso.

L’ambiente deve ritrovare compattezza. La delusione dopo il ko di Ercolano è forte. I tifosi sono inviperiti, la dirigenza amareggiata, la squadra arrabbiata. Ma c’è la consapevolezza che il cammino è lungo e consente di recuperare punti in classifica.

Certo, la fortuna non ha aiutato i biancazzurri. Troppi infortuni e per motivi diversi. L’infermeria lentamente si sta svuotando. Campanaro domenica era in panchina e Bonaffini sta prendendo minuti importanti. Anche Cosenza sta tornando al suo livello dopo la brutta botta al costato. Situazioni più delicate per Davide Moi e Mattia Gallon. Il primo soffre ad un polpaccio, il secondo ad un retto femorale. Bisogna avere pazienza altrimenti si rischia di perderli per più tempo.

I numeri sono quelli che non piacciono agli allenatori ma spesso fanno pendere la bilancia da un lato piuttosto che dall’altro. Il Gela ha vinto l’ultima gara a Troina. Poi due pareggi (Messina e Igea Virtus) ed una sconfitta (Ercolanese). E partire quattro volte in svantaggio non può essere una casualità. Probabilmente l’approccio alla gara non è quello giusto ed anche su questo Romano dovrà lavorare. Se tre volte su quattro la reazione c’è stata (ma anche sul 2-1 ad Ercolano il Gela ha avuto tre palle gol) vuol dire che la personalità c’è. Ed allora perché concedere campo e fiducia agli avversari, soprattutto nei primi tempi?

Domenica c’è l’Ebolitana. Inutile dire che l’obiettivo è sin troppo chiaro. Serve solo un risultato. Tornare a sorridere per ripartire.

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