“10 milioni per bonifiche servono a poco”, Giudice: “Comune? Mai nessun dialogo”

 
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Giudice ritiene che i fondi recuperati per le bonifiche siano insufficienti

Gela. “I dieci milioni di euro dell’eventuale accordo di programma con la Regione per le bonifiche non sono per nulla sufficienti”. Emilio Giudice, della Riserva Orientata Biviere, ritorna su un capitolo aperto ormai da decenni, quello delle mancate bonifiche di aree che nel tempo vennero trasformate in discariche industriali, da Marabusca a contrada Piana del Signore, passando però dalla tutela di una zona protetta come quella del Biviere. “Non è una somma che possa bastare – dice – ci vorrebbero fondi, forse tre o quattro volte maggiori, anche solo per pensare di organizzare ed eseguire veri interventi di bonifica. Anzitutto, bisogna valutare se in quelle aree la contaminazione abbia intaccato le falde. Sicuramente, una falda che poi serve i campi limitrofi c’è a Marabusca. Nell’ex discarica Cipolla di contrada Piana del Signore vanno fatte verifiche anche in questo senso. Al Biviere abbiamo da tempo accertato la presenza di nitrati. Ad oggi, però, non ci sono stati interventi e ho esposto tutte queste questioni anche nel corso dell’ultimo sopralluogo, effettuato in presenza di uno dei responsabili dell’Ispra”. Per Giudice, davanti ad una situazione di rischio per il lago e per l’area del Biviere, bisognerebbe guardare alla possibilità, prevista dalla legge, di rimuovere le strutture realizzate nella fascia protetta dei cento metri. “Mai nessuno ha valutato l’ipotesi dell’esproprio delle aree occupate dalle serre, nonostante ci siano state violazioni – aggiunge – purtroppo, il Comune non ha alcun dialogo con noi e questo è un vero controsenso, così come la mancata applicazione del piano di risanamento e di quello di gestione. Noi ci muoviamo nel rispetto della legalità, il Comune fa lo stesso? Perché non si pensa ad isole artificiali con la vegetazione naturale, così da trasformare il Biviere in una sorta di depuratore naturale?”. Giudice, tra le altre cose, ritorna sul pericolo causato dal costante prosciugamento del lago.

“Senza l’acqua del Ragoleto – continua – il lago è comunque a forte rischio. C’è la necessità di realizzare un collegamento o di usare sistemi già attivi. Non ci sarebbe la necessità di attingere sempre, ma solo di usufruire eventualmente di acqua di soccorso, qualora i livelli scendessero ulteriormente”. Tutti punti irrisolti di un dialogo con l’amministrazione comunale, che non è mai partito, nonostante la presenza del sindaco Lucio Greco nel corso dell’ultimo sopralluogo alle ex discariche industriali, organizzato con la partecipazione di tecnici del ministero. “Vorrei ricordare a tutti – conclude Giudice – che le aree intorno al Biviere sono tutte comunali. Il sindaco non può pensare che quello che accade in quei territori non sia di sua competenza”. Di recente, su iniziativa del vicesindaco Terenziano Di Stefano, i tecnici del Comune hanno trasmesso alla Regione le cartografie aggiornate, per la riperimetrazione del Sin locale, con l’inserimento dell’area di Marabusca. Il tentativo è di non perdere il treno dei finanziamenti ministeriali per le bonifiche, che ancora oggi, sul territorio, toccano percentuali pari allo zero.

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