Assunzioni e incentivi non dovuti nell’indotto Eni, l’indagine su Eurocoop: scatta il processo

 
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Gela. Trentotto operai assorbiti nell’organigramma e incentivi, per oltre 340 mila euro, che avrebbe percepito violando le normative in materia. Dopo le indagini, condotte anche dai militari della guardia di finanza, è arrivato a processo, davanti al giudice Marica Marino, il caso della società Eurocoop, azienda che fino a qualche anno fa era tra le principali dell’indotto di raffineria Eni. A giudizio, c’è uno dei vertici, Silvio Pellegrino. Per i pm della procura, l’azienda avrebbe incassato incentivi non dovuti proprio dopo aver assorbito trentotto dipendenti, ex Comeco. Il gruppo Eurocoop subentrò proprio alla cooperativa Comeco, poi fallita. Stessa sorte toccata adesso ad Eurocoop. Gli approfondimenti investigativi si sono concentrati su quanto accaduto sei anni fa. In quel periodo, i vertici aziendali decisero di assorbire gli ex Comeco, dopo aver acquisito gli appalti.

Gli incentivi per le assunzioni. In base alle accuse, però, al gruppo metalmeccanico gli incentivi non spettavano, anche perché i manager avrebbero omesso di dichiarare l’esistenza di collegamenti tra la stessa Eurocoop e Comeco. In aula, a rispondere alle domande della difesa dell’imputato e del pm Sonia Tramontana, è stato un funzionario Inps, già sentito dai finanzieri in fase di indagine. Il testimone ha ricostruito i diversi punti dell’iter avviato da Eurocoop, dopo l’assunzione dei lavoratori Comeco, sostenendo che gli incentivi non sarebbero dovuti spettare. In aula, si tornerà a giugno.

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