Sospetto di frode nei lavori del tribunale, accuse a processo: sono sette gli imputati

 
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Gela. Il rinvio a giudizio disposto dal gup del tribunale risale al settembre di un anno fa. A processo, arriva l’esito di un’inchiesta avviata su presunte irregolarità proprio nella realizzazione di alcune strutture del tribunale. Per i pm della procura, ci sarebbero state difformità rispetto ai progetti. Tra i reati contestati, quello di frode. Elementi che verranno valutati dal giudice Miriam D’Amore. Il dibattimento non è stato ancora aperto. A giudizio sono finiti tecnici e progettisti. Si tratta di Luigi Amoroso, Salvatore Cassarino, Manlio Averna, Mario Spina, Giuseppe Cappello, Gaetano Carmantini, e Giovanni Costa. Le difese, anche durante l’udienza preliminare, si sono opposte alla ricostruzione resa dai magistrati, escludendo irregolarità nella gestione dei lavori e nell’uso dei materiali, che sarebbero stati quelli inizialmente previsti.

Sono stati sentiti anche i periti scelti per valutare tutti gli aspetti tecnici. Sarà il giudice in dibattimento, però, ad emettere un verdetto. Infiltrazioni piovane, le coperture inadeguate delle torri e presunte difformità rispetto al progetto originario, sono tra i punti presi in considerazione nel corso delle indagini. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Antonio Gagliano, Gaetano D’Arma, Angelo Urrico, Feliciana Ponzio, Sergio Iacona, Marianna Conforto e Gianluca Sprio.

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