Accordo di programma e area di crisi, ci sono i soldi? “Potenzialmente servirebbe un miliardo”

 
0
Il vicesindaco Simone Siciliano nel corso dell'incontro convocato in cttà

Gela. Fermo da dieci mesi. L’iter dell’accordo di programma e, più in generale, degli investimenti nell’area di crisi complessa di Gela, che raggruppa comuni anche delle zone del catanese, del ragusano e dell’ennese, è paralizzato. A Roma, saltano i vertici del gruppo di coordinamento e controllo. A Palermo, i tecnici della Regione dovrebbero trovare i soldi a copertura. All’incontro convocato dal sindaco Domenico Messinese e dal suo vice Simone Siciliano, c’erano pochi amministratori dei comuni dell’area di crisi, i confederali di Cgil, Cisl e Uil e qualche consigliere comunale. “Il ministero, durante la campagna elettorale per le scorse regionali – ha detto Siciliano – ha scelto di stoppare l’iter per evitare strumentalizzazioni elettorali”. In base ai numeri ormai noti, marcati Invitalia, il totale di investimenti per la copertura delle quattrocento proposte di insediamento arriverebbe a superare il miliardo di euro, con un’occupazione non inferiore alle settemila unità. Ma i soldi dove sono? Dalla Regione, sicuramente non arriverà il miliardo uscito dalle tabelle. Siciliano e Messinese, però, non vogliono essere trattati peggio di Termini Imerese, che da Crocetta ha incassato circa 370 milioni di euro. Gli amministratori dei comuni coinvolti, però, sembrano avere pochi dati certi in mano e ora incombono le elezioni nazionali, con la riorganizzazione dei dicasteri romani e delle relative scelte politiche. “Fino ad ora – ha detto il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti – sul mio tavolo non è arrivato nulla. Scopro solo adesso che per il nostro comune ci sono diverse proposte di insediamento”. Chi investira’? Non si sa. “Invitalia, per ragioni strategiche – dice Messinese – non dà indicazioni precise sulle aziende”. L’area di crisi di Gela tocca circa l’otto per cento della popolazione siciliana.

Quanto spenderà la Regione? “Alla Regione ci stanno lavorando” hanno spiegato all’unisono amministratori e sindacalisti. Il problema, però, è sempre quello, i soldi. Per ora, quelli dell’area di crisi si sono dati appuntamento alla prossima settimana, probabilmente martedì in municipio. “Ci sono i quaranta milioni di euro rimasti dalla copertura della zona franca della legalità – ha spiegato ancora Siciliano – e i circa settanta dell’accordo di programma di Termini Imerese”. Le poche presenze alla convocazione arrivata dall’amministrazione comunale, però, non fanno ben sperare. Se non arriverà la svolta, il castello programmatico della giunta potrebbe veramente subire un brutto cedimento.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here