“Accordo programma e area di crisi fallimentari”, Gallo (Cisl): “Da rilanciare come vuole Provenzano”

 
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Gallo sostiene la necessità di riprendere l'accordo di programma come sostenuto dal ministro Provenzano

Gela. L’accordo di programma e l’area di crisi complessa, strumenti ad oggi fallimentari, vanno ripresi. La segreteria confederale della Cisl appoggia la proposta del Ministro per il Sud Giuseppe Provenzano, che ne ha parlato nel corso della sua visita a Palazzo di Città. “La Cisl Agrigento, Caltanissetta, Enna condivide la posizione del Ministro per il Sud Provenzano che intende riprendere l’accordo di programma firmato nell’ottobre del 2018 – dice il segretario Emanuele Gallo – che poggia sul protocollo di intesa stipulato nel 2014, nonché l’area di crisi complessa costituita da ventitré comuni. Il perimetro geografico di queste realtà municipali interessa un bacino di 414 mila abitanti, ben l’8,2 per cento della popolazione siciliana”. I vertici della Cisl territoriale sono consapevoli che ad oggi i risultati attesi dagli accordi istituzionali più recenti non hanno prodotto alcun risultato. “L’accordo di programma non può che essere giudicato fallimentare cosa che come Cisl abbiamo più volte denunciato unitamente a Cgil e Uil. I 25 milioni previsti dal governo nazionale e da quello regionale – dice ancora il sindacalista – risultano insufficienti. La legge nata per promuovere iniziative imprenditoriali nell’area, non poteva dare i frutti sperati, come si è poi dimostrato, a causa dell’esiguità dei contributi, con il 25 per cento a carico esclusivo dei potenziali giovani imprenditori. In questo contesta giova richiamare lo studio di Nomisma e Invitalia che ha individuato in cinque settori le direttrici del rilancio organico del territorio. Mi riferisco all’agroalimentare, a quello turistico, allo sviluppo e all’economia sociale, alla formazione e all’economia del mare”. Per la Cisl, le priorità rimangono la Gela-Siracusa, il porto, la complessiva progettazione dei ventitré Comuni che fanno parte del Patto per il Sud, la definizione del sistema creditizio e la perimetrazione del bacino dei lavoratori da ricollocare in base alla delibera della giunta regionale del 2017 prevista dal progetto di riconversione e riqualificazione industriale. Anche lo sblocco dei lavori della base gas del progetto “Argo-Cassiopea”, per Gallo, non sono risolutivi, nel lungo periodo. “L’avvio del progetto “Argo-Cassiopea” genererà effetti positivi sul territorio, ma non sufficienti a raggiungere gli obiettivi prefissati dall’accordo di programma. Dalla firma all’avvio dei lavori passerà del tempo non quantificabile. I ritardi potrebbero alimentare tensioni, accomunando nella protesta lavoratori disoccupati o in cassa integrazione. Tensioni che potrebbero crescere con la conclusione dei lavori di Argo-Cassiopea, che vedranno impegnati 1.200 unità, ma solo il venti per cento, ad azione conclusa, troverà ricollocazione negli impianti dell’indotto – spiega inoltre Gallo – per questi motivi, come Cisl riteniamo necessario l’avvio della riqualificazione dei lavoratori sulla base delle esigenze e delle professionalità ricercate dalle aziende che verranno investire sul territorio attraverso agevolazioni fiscali valorizzando le zone economiche speciali”.

Il sindacato considera fondamentale l’attività di coordinamento, ad oggi mai veramente incisiva. “E’ innegabile – conclude il segretario – che non ci sia stata alcuna attività di coordinamento dell’accordo di programma, cosa fondamentale per mettere a punto un sistema integrato nel quale sono chiamati ad interagire interlocutori certi ed affidabili. Nell’incontro con il ministro Provenzano sono state date delle indicazioni al prefetto di Caltanissetta per avviare il monitoraggio, la pianificazione, la programmazione e l’insorgenza di proposte valide. Lo scopo è eliminare il balletto dello scarico di responsabilità per una rigorosa e definita attuazione dell’accordo”.

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