Accusato di violenza sessuale sulle figlie dell'ex convivente, prescrizione per un imprenditore
Furono le minori a descrivere quanto avveniva in casa e le condotte dell'allora convivente della madre. Il procedimento a carico dell'uomo va però avanti per le ipotesi di maltrattamenti e vessazioni a danno dell'ex convivente
Gela. Le accuse di violenza sessuale mosse a un imprenditore cinquantanovenne sono andate incontro al “non doversi procedere” per prescrizione. La decisione è stata emessa dal collegio penale del tribunale, presieduto dal giudice Eva Nicastro. E' stata accolta l'eccezione avanzata dai difensori dell'imputato, gli avvocati Stefano Scepi e Salvatore Falzone. Il cinquantanovenne, per l'accusa, avrebbe approcciato sessualmente le figlie, minorenni, della sua ex convivente, a sua volta sottoposta a continue vessazioni e maltrattamenti. I fatti a danno delle minori, per l'accusa, erano da collocare tra il 2010 e il 2012, secondo i difensori in vigenza della normativa che per queste contestazioni non prevedeva ancora una prescrizione rafforzata. Un'argomentazione che il collegio ha accolto. La difesa l'aveva avanzata già in fase di udienza preliminare ma senza che ottenesse l'avallo del gup, che ha poi disposto il rinvio a giudizio dell'imprenditore. Il procedimento a carico dell'uomo va però avanti per le ipotesi di maltrattamenti e vessazioni a danno dell'ex convivente, madre delle due minori abusate. La donna è parte civile nel procedimento, assistita dal legale Riccardo Lana. Quanto alle violenze sessuali, furono le minori a descrivere quanto avveniva in casa e le condotte dell'allora convivente della madre.
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