Al Consorzio di bonifica è ancora alta tensione, i lavoratori scrivono al prefetto: “Irrigazione a rischio”

 
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Gela. La campagna d’irrigazione sta per partire ma lo scontro tra lavoratori del Consorzio di Bonifica 5 e la dirigenza dell’ente riprende a montare. Retribuzioni in ritardo. Operai e segreterie provinciali di Flai Cgil e Filbi Uil denunciano la disorganizzazione interna e il rischio che tutto ciò vada ad incidere sulle forniture in favore degli agricoltori del territorio. Nel corso di un’assemblea organizzata all’interno della sede del consorzio, i lavoratori hanno rimarcato tanti punti interrogativi che pesano sul prossimo futuro dell’ente. Da una pianta organica scoperta per il settantacinque percento a due mensilità non ancora saldate, oltre ai ritardi nel pagamento della quattordicesima. “I problemi di natura organizzativa – spiegano lavoratori e sindacalisti – sono interamente da attribuire alla dirigenza del consorzio, totalmente assente e incapace di provvedere al normale funzionamento dell’ente”. Molti lavoratori temono anche la rabbia dei consorziati che, pur pagando le rispettive quote, potrebbero non ricevere un servizio adeguato. Adesso, hanno scelto di rivolgersi al prefetto di Caltanissetta Maria Teresa Cucinotta e al presidente della Regione Rosario Crocetta: una lettera aperta, a lui indirizzata, starebbe già per essere inviata. Dalla prossima settimana, quindi, non sono da escludere altre forme di mobilitazione.

“Stiamo lavorando…”. Le accuse, però, vengono respinte dal direttore del Consorzio di bonifica Vincenzo Caruso. “Noi stiamo lavorando alacremente – dice – nelle scorse ore, ho incontrato i rappresentanti delle associazioni di categoria per cercare di capire quali siano i problemi attualmente vissuti dagli agricoltori. I ritardi nei pagamenti sono dovuti ad un contributo regionale che è stato gradualmente ridotto di anno in anno. Mi spiace apprendere di critiche mosse a prescindere”. All’assemblea dei lavoratori ha partecipato anche il segretario provinciale della Flai Cgil Pino Pardo, fermo nel condannare quanto sta accadendo nell’organigramma del Consorzio, ai danni soprattutto dei lavoratori.

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