“Al potere persone sbagliate”, Iudice: “Niente consulta e lasciati soli per biblioteca”

 
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Iudice ribadisce l'assenza di una politica capace di guardare all'arte e ad un modello diverso di sviluppo

Gela. “Questa città continua ad essere un vero paradosso. Certe cose mi capitano, purtroppo, solo nella mia città. Mi viene da dire che al potere vanno sempre le persone sbagliate”. L’artista Giovanni Iudice, ormai mesi fa, venne indicato dai componenti della quinta commissione consiliare come riferimento della nuova consulta per la cultura, insieme alla scrittrice Silvana Grasso e al pianista Alberto Ferro. Una consulta che non ha mai visto la luce, almeno fino ad oggi. “Sono stato contattato dai rappresentanti di diverse associazioni locali che si sarebbero aspettati un intervento della consulta per dare un’impronta più qualitativa anche agli eventi dell’estate – dice Iudice – ho fatto semplicemente notare che noi, dopo la designazione della commissione, non siamo mai stati contattati per dare inizio alle attività della consulta. Insomma, non è mai esistita. Io non capisco perché si siano spesi i nostri nomi, senza alcun risultato. Se non c’era la volontà di darci spazio, peraltro gratuitamente, si poteva tranquillamente evitare di utilizzare i nostri nomi. Facciamo paura a qualcuno? Purtroppo, anche il sindaco non ha compreso la vocazione di questo territorio. Dare spazio alla cultura è fondamentale dopo decenni di industrializzazione. Ho comunicato che ero anche nelle condizioni di poter avviare contatti per avere in città un’importante mostra di arte del ‘900. Il sindaco non si è più fatto sentire. Tutto ciò è ancora più strano perché nel resto d’Italia vengo contattato per collaborare con tanti enti, anche pubblici. Lo farei gratuitamente. Questa politica non ha capito che se non si dà spazio alle competenze, continuerà ad essere solo una pedina del tradizionale clientelismo”.

Paradossi che per Iudice pesano come macigni su una città, in crisi perenne, che non riesce neanche a valorizzare l’enorme patrimonio storico, artistico e culturale, che giace inerme. “Con l’associazione “Salviamo la bellezza”, della quale faccio parte – continua – abbiamo deciso di far rinascere la biblioteca interna al museo regionale, integrandola con i lasciti, importantissimi, dell’archeologo Pietro Griffo. Donò alla città e al museo circa duemila testi della sua sconfinata collezione privata. Sono rimasti nelle scale del museo per anni. Stiamo provvedendo a catalogare opere veramente importanti. Avevamo chiesto al Movimento cinque stelle regionale, che dispone di un fondo a supporto di queste iniziative, di dare un contributo. Più volte, anche il deputato Nuccio Di Paola si era impegnato. Attendiamo da tre anni, senza aver mai avuto alcuna risposta”. Non è la prima volta che Iudice traccia un quadro quasi desolante di un città che avrebbe potuto svilupparsi su ciò che la storia le ha lasciato in eredità e che invece non è mai riuscita neanche a porre le basi per una pianificazione di questo tipo.

4 Commenti

  1. Che si metta in politica locale e lo voteremo. In questo paese manca la meritocrazia, ma vige ancora la partitocrazia per utilizzare un vecchi termine.

  2. Da Cittadino sono indignato , da dx a sx a 5 stelle, sempre la stessa musica…. indignato perché solo proclami da chi governa prima adesso è negli anni, a indignato perché abbiamo una storia di città Greca , indignato perché abbiamo tutto quello che altre Città desiderano una Costa con la sabbia D’oro , indignato dalla classe politica da 30 anni a questa parte, indignato da chi gestisce il mondo del lavoro, indignato dalla troppa rassegnazione , indignato da chi gestisce il potere dei soliti Ignoti …. rimane solo la speranza che i nostri nipoti non vedranno tutto questo mondo di errori voluti solo per interesse, indignato da tutti quelli che governano questa città come se dovevano essere il Salvatori , che solo il Covid19 a salvato per qualche mese.. vi dico solo una cosa vergognatevi di come governate la nostra amata terra… saluti

  3. In questa città la cultura non è mai stata considerata, qua’ c’e’ la cultura
    dell’ impanata e dell’ arancino , per carità buonissime , ma il salto di qualità lo si fa’ con rassegne d’ arte che attirerebbero tanti visitatori nella nostra città e perché no , facendo conoscere anche la nostra gastronomia

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