Allarme sulle sostanze bruciate in torcia, Eni: “Solo idrogeno e gpl per avvio green refinery”

 
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La torcia che brucia sta allarmando i cittadini

Gela. L’allarme in città monta da qualche settimana. Occhi puntati sulla torcia di raffineria, che dopo diversi anni è tornata a bruciare. Qualcuno ha avanzato il dubbio che possano essere immesse in atmosfera sostanze pericolose. Anche questa mattina, tanti si sono accorti della torcia in piena attività. Dalla multinazionale, però, escludono pericoli. “Questa mattina alle ore 7:45, si è verificato un blocco parziale degli impianti che ha generato il fenomeno visivo di accensione della torcia, durato alcuni minuti – si legge in una nota dell’azienda – come già comunicato, da alcune settimane sono in corso le procedure di avviamento della nuova bioraffineria Eni. Nell’assetto green, è attiva una sola torcia e i gas inviati in combustione sono composti quasi totalmente da idrogeno e da modeste quantità di gpl”. Secondo i manager di raffineria, si tratterebbe di procedure che anzi evitano possibili incidenti. “Le torce servono a gestire le fasi transitorie, tipiche dell’avviamento impianti, e costituiscono i principali sistemi di sicurezza di raffinerie e petrolchimici perché servono a bruciare i gas in eccesso presenti negli impianti che non possono essere riciclati o recuperati. L’impianto di Gela, unico al mondo – spiegano da Eni – è stato progettato per minimizzare l’energia termica da fornire al processo tecnologico Ecofining che permette la produzione di green diesel per garantire la massima efficienza anche dal punto di vista ambientale. L’accensione della torcia non solo non pregiudica, ma garantisce il mantenimento di alti livelli di sicurezza delle persone che lavorano negli impianti e della comunità che ospita la raffineria”.

Il senatore grillino Pietro Lorefice ha avviato interlocuzioni con Arpa e provveduto ad un primo monitoraggio, insieme a consulenti e collaboratori. “I fenomeni che hanno interessato in maniera abbondante e continua il sistema di torcia sono riconducibili alle prove di avvio programmato degli impianti collegati alla Green Refinery, di recente realizzazione – ha spiegato – ed in particolare all’avvio dello steam reforming, unità centrale della Green Refinery. L’avvio ha avuto inizio il 26 giugno scorso e per alcune settimane le prove hanno coinvolto l’uso della Torcia nella fase di prova. Il 6 agosto l’azienda ha dato inizio ad un altro nuovo tentativo di avvio che è tuttora in corso. Continueremo a monitorare queste fasi delicate di avviamento della Green Refinery con il supporto degli Enti di Controllo, anche per accertare il mantenimento di una elevata qualità dell’aria e il rispetto delle norme di tutela ambientale e di salute”. L’allarme su possibili rischi per la salute è stato lanciato, attraverso i social, anche dall’ex candidato sindaco del Movimento cinque stelle Simone Morgana, che chiede di fare chiarezza sulle sostanze bruciate nel sistema di torcia.

2 Commenti

  1. Da un lato ci si preoxcupa pr il possibile disinvestimento di eni per la costruzione della piattaforma a terra e le possibili ricadute occupazionali. Dall altra si denuncia l avviamento del nuovo impianto green. Ma questi signori cosa vogliono perche cosi non e chiaro.

  2. Ex candidato sindaco prima di parlare dovresti studiare un po di chimica.
    Però mi chiedo come mai non senti la puzza di fogna della via venezia, non ti allarmi quando la prima pioggia invade le strade e sopratutto come mai non ti allarmi per l’immondizia e la sporcizia che porta topi e malattie buttata per le strade! Tu e quel senatore dovreste uscire di più compreso questo sindaco e la sua giunta.

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