Alleanza lacerata, Pd contro alleati assenti in aula: “Agiscono per calcoli meschini”

 
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Immagini di repertorio

Gela. La scelta di non votare l’emendamento presentato dalla grillina Virginia Farruggia e di conseguenza la mozione firmata dai consiglieri del Pd e di “Libera-Mente”, proposta per avere un ufficio a supporto delle misure sull’ecobonus del governo, lacera nuovamente la maggioranza del sindaco Lucio Greco. I dem chiedono un intervento dell’avvocato, dopo che i suoi fedelissimi hanno fatto mancare il numero legale, durante la seduta di question time di ieri sera. “Ringraziamo per il senso di responsabilità e per l’attaccamento alla città i consiglieri rimasti in aula, Vincenzo Casciana, Pierpaolo Grisanti, Virginia Farruggia, Gabriele Pellegrino, Rosario Trainito Salvatore Sammito e Luigi Di Dio. Denunciamo all’opinione pubblica l’abbandono dall’aula da parte degli altri consiglieri che con il loro comportamento e con motivazioni inconcepibili hanno impedito l’approvazione della mozione – dicono i consiglieri dem Alessandra Ascia e Gaetano Orlando – a questi signori vogliamo ricordare che sono pagati per stare in aula a lavorare e a votare a favore o contro, mettendoci la faccia”. Del fronte politico del sindaco mancavano consiglieri come il centrista Salvatore Incardona, il capogruppo di “Un’Altra Gela” Giuseppe Morselli, Valeria Caci, l’altro consigliere di “Libera-Mente” Diego Iaglietti e i due esponenti di “Una Buona Idea”. “Ci aspettiamo una netta presa di posizione da parte del sindaco, a difesa degli interessi della città. Gela, investita negli anni da processi di disordine urbanistico,necessita più di altre città delle misure messe in atto dal governo. La città non merita una classe dirigente che per meschini calcoli di parte si rifiuta di dotare la città di un ufficio per informare e per snellire pratiche e procedure che grazie alle misure del governo possono cambiarne positivamente il volto”. I dem escono allo scoperto mentre Greco non ha ancora dato indicazioni sulle condizioni politiche poste dai dirigenti del partito e ritenute fondamentali per rimanere in giunta. Una frattura sempre più netta, rafforzata dai silenzi di Greco.

Secondo i consiglieri del Pd “il consiglio comunale di ieri ha scritto una brutta pagina. Mettendo a rischio un’occasione epocale di grande slancio per il lavoro, il decoro e la sicurezza della città – concludono – l’attivazione delle misure, secondo una stima prudenziale, darebbe lavoro a circa 1500-2000 persone tra muratori, elettricisti, idraulici e piccole imprese artigiane”. Dai fedelissimi di Greco è arrivato un messaggio chiaro rivolto al Pd, non vogliono che siano il segretario Peppe Di Cristina e i suoi a tracciare le sorti decisionali dell’amministrazione.

3 Commenti

  1. Quello che vuole il PD non è affatto vero, l’eco bunus lo può richiedere chiunque affidandosi ad un tecnico.
    Il tutto è chiarito nel decreto riparte Italia. Percui sono solo fesserie

  2. Dopo che in altre parti d’Italia,compresa la Sicilia, le gare di appalto pluriennali definitive si concludono in 1 anno, max 1 anno e mezzo, a Gela sono trascorsi 6 anni, ed ancora si parla di procedura negoziata! Perché? Si tratta di incapacità,malafede,oppure altro?

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