Altro che lavori subito…tangenziale di Gela nella lista “nera” dei ritardi Anas: a rischio 300 milioni

 
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Sono tante le incompiute in città

Gela. E’ uno dei progetti sponsorizzati ad alta voce dal governo regionale del presidente Nello Musumeci. La cosiddetta “tangenziale” di Gela, però, dovrà attendere, a lungo. Se ne riparlerà almeno nel 2021. L’opera è finita nel maxi dossier che Anas ha da poco inoltrato alla commissione trasporti del Senato. Un lungo elenco di progetti milionari che slitteranno. Altro che cantieri subito. L’indiscrezione l’ha riportata Repubblica-Palermo e rischia di segnare la staffa su un investimento, atteso anche dai sindacati del settore edile, dato che il comparto è da anni in costante sofferenze a livello locale. La realizzazione consentirebbe un collegamento diretto tra l’area locale e quella della 626, attraverso la 117 bis. Nella scheda tecnica si legge che “l’intervento prevede una variante alla S.S.115, di categoria C1 (extraurbana secondaria), dell’estesa di circa 16 km, esterna all’abitato di Gela, che, a partire dalla zona Sud-Est di Gela, si sviluppa dal I° lotto già realizzato dall’ASI di Gela e, oltre l’abitato di Gela, si riconnette a Nord-Ovest di Gela ai lotti 7° e 8° della S.S.626, e, mediante una bretella, alla S.S.115 ad Ovest di Gela, con n. 5 svincoli. Sono previsti n. 8 viadotti: per uno sviluppo complessivo di circa ml. 1.350 e n. 1 gallerie naturale, oltre a circa 13 km di viabilità complementare”. Come riportato da Repubblica-Palermo, però, tutto slitterà perché il progetto deve essere adeguato alle nuove norme in materia. Inizialmente, era stato previsto un affidamento dei lavori proprio nel corso del 2019 e un avvio dei cantieri dal 2020. Secondo il dossier di Anas, però, non sarà possibile rispettare i tempi. Sono almeno tredici le maxi opere viarie previste sull’isola che non riusciranno a decollare da subito. Una specie di lista nera dei ritardi, che il gruppo ha presentato alla commissione del Senato.

Non è di certo l’unica incompiuta del territorio. Il presidente dell’associazione “Sviluppo del Golfo” Francesco Agati ha scritto all’assessore regionale Marco Falcone, al Comune e all’Irsap (ex Asi) per chiedere di verificare l’iter di ripristino del tratto che collega la 115 in direzione di Vittoria alla 117 bis per Catania, attraverso l’ex area di sviluppo industriale e che sarebbe lo snodo viario per raggiungere anche il porto isola. Anche in questo caso, tutto fermo da decenni. “L’arteria principale da quaranta anni è nello stato di abbandono, non può essere utilizzata, per soli duecento trenta metri lineari. L’infrastruttura in contrada Albanazzo da arteria stradale si trasforma in trazzera, con l’esproprio di questo piccolo tratto, la collegherebbe direttamente dalla Ss 115 Gela-Vittoria alla Ss 117 bis Gela-Caltagirone-Catania – scrive – si evidenzia che le sopraelevate sono soggette a carbonatazione, ma non sono strutturalmente e staticamente compromesse, provvedendo immediatamente alla manutenzione sarà possibile ripristinare l’infrastruttura e utilizzarla per gli usi di progettazione e sollecitazione veicolare, inoltre si denuncia che l’importante strada è soggetta a furti di guard rail e tombini in ghisa. Si stima un prezzo di esproprio del terreno, manutenzione, montaggio dei guard rail, realizzazione di una rotonda sulla ss 117 bis in contrada Albanazzo e ripristino del manto stradale non superiore a novecento mila euro, cifra che potrebbe lievitare se non si interviene con celerità”.

1 commento

  1. La solita Sicilia ritardataria inadempiente,
    e approssimativa e poi ci lamentiamo
    che al nord riescono a realizzare le opere
    la verità è che alla regione Sicilia questa autonomia ci ha penalizzato anziché avvantaggiarci l’ avessero avuto le regioni del nord Italia il PIL di quelle regioni sarebbe ulteriormente aumentato siamo i soliti
    piagnucoloni

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