Alunno rifiutato due giorni a scuola perchè il padre è rientrato dalla Lombardia

 
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Gela. Che la psicosi da Coronavirus abbia “contagiato” gran parte della popolazione è abbastanza noto. Adesso si verificano pure casi di discriminazione. Come in una scuola media cittadina, dove un bambino è stato costretto a lasciare le lezioni dopo che gli altri genitori avevano saputo che il padre era rientrato dalla Lombardia. Ed il dirigente scolastico, dopo aver ascoltato genitori ed insegnanti, ha “invitato” il bambino a non venire in classe. E’ successo per due giorni consecutivi ma quando il padre ha vibratamente protestato il dirigente scolastico si è reso conto che probabilmente la decisione era stata sin troppo drastica ed è tornato sui suoi passi.

“Lavoro in una azienda lombarda ma non nelle aree ritenute a rischio – ha raccontato – la nostra ditta per precauzione ha sospeso l’attività per due settimane, ed io, pur stando benissimo, sono rimasto a casa in Lombardia per una decina di giorni circa. Sono rientrato da poco, ho chiamato il mio medico e mi ha detto che fino a quando non ho alcun sintomo di non fare nulla. Sono trascorse oltre due settimane ma qualcuno a scuola ha impedito che mio figlio entrasse in classe. Oggi però c’è stato un chiarimento e domani mio figlio dovrebbe tornare a scuola”.

In città solo due scuole hanno preferito chiudere per disinfestare, disinfettare e sanificare i locali, ovvero il liceo Scientifico ed la scuola elementare Enrico Solito.

 

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