Ancora disservizi idrici, Greco denunci in procura come hanno fatto le associazioni

 
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Gela. “I limiti sono stati ampiamente superati”. Il sindaco Lucio Greco spiega così quello che, anche negli ultimi giorni, si sta verificando in alcuni quartieri della città, Cantina sociale e Macchitella, rimasti senza forniture idriche. Un’emergenza che in città, nonostante l’avvento della nuova Ati, non sembra avere tregua. Il servizio idrico h24 è solo un miraggio, a fronte di bollette economicamente insostenibili per tanti utenti. “Sono l’ennesima dimostrazione di come la situazione relativa all’operato del gestore del servizio idrico in città, la società Caltaqua, stia diventando sempre più grave ed intollerabile – dice Greco richiamando gli ultimi disservizi – sono anni che la città versa in questo stato e ancora permangono forti criticità in diverse zone della città. Molti quartieri hanno problemi e le tariffe restano altissime a fronte di un servizio pessimo. A questo punto, non è più tempo né di mediazioni né di continuare a parlare politichese. E’ tempo, invece, di portare avanti iniziative forti, ben precise, per tutelare i cittadini. Assistere a scene di gente sconfortata, con i rubinetti a secco da giorni, e costretti perfino ad alzarsi di notte per accaparrarsi un pò di acqua, non è degno di un paese civile. In un momento poi particolarmente delicato come quello che stiamo vivendo dal punto di vista sanitario, diventa tutto ancora più tragico”. Ieri, le associazioni “Aria nuova” e “Amici della Terra”, presiedute da Saverio Di Blasi ed Emanuele Amato, sono state ammesse come parti civili nel giudizio penale che si è aperto nei confronti di quattro operatori di Caltaqua, accusati di interruzione di pubblico servizio, per lo stop idrico che si registrò cinque anni fa ad Ospizio Marino. Le associazioni, come hanno spiegato in aula gli avvocati Salvo Macrì e Joseph Donegani, denunciarono i fatti e hanno scelto di costituirsi a tutela dei diritti di base delle cittadinanza, a cominciare da quello ad avere acqua potabile a disposizione, cosa che non avviene ancora oggi. Il Comune, invece, non si è costituito. Greco, ora, fa capire di essere pronto a denunciare i disservizi, anche davanti ai magistrati della procura.

“So bene che la soluzione del problema è alquanto difficile, per via di un contratto capestro e di una mancanza di controlli, per la quale certi politici nostrani dai nomi ben precisi dovrebbero vergognarsi. Ci sono anche, purtroppo, regole farraginose che sembrano fatte appositamente per difendere Caltaqua, oltre al fatto che non è stato dato seguito a tutto il lavoro svolto dalla commissione tecnica – conclude – ma voglio rassicurare i miei concittadini. Farò sentire la mia voce presso tutti gli organi competenti e non escludo iniziative forti e persino clamorose”.

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