Appello del Prefetto Cucinotta: “Donne denunciate le violenze e non giustificate tutto”

 
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Gela. “Non abbiamo dati certi sulle violenze subite da donne e bambini perché non spesso non vengono denunciati. Gli episodi rimangono chiusi tra le quattro mura domestiche. In alcuni casi sfociano anche in drammatici femminicidi”. A parlare è Maria Teresa Cucinotta, il Prefetto intervenuta ieri, con queste parole, alla cerimonia di inaugurazione di una stanza accogliente dedicata all’ascolto di donne e minori vittime di violenze fisiche e morali ubicata al primo piano del reparto territoriale dei Carabinieri, in via Venezia. Le violenze non vengono denunciate e chi subisce, quasi giustifica il torto subito, non comprendendo i rischi che corre.

“Lo Stato è presente non solo attraverso le norme per la libertà delle donne – assicura Fernando Asaro, Procuratore capo presso il locale tribunale – Cominciano adesso a realizzarsi gli strumenti di divulgazione della cultura dell’opportunità che lo Stato offre. Questa iniziativa va oltre – spiega – perché nasce da un’associazione, il Soroptimist, che ha deciso di spendersi per i più deboli. Il fenomeno è molto diffuso e fa parte di una regressione culturale che noi viviamo, quasi medievale. Questa situazione criminale particolarmente diffusa non è tanto presente nelle Procure e negli uffici giudiziari. Questa iniziativa serve a far comprendere che gli organi di polizia sono pronti ad accogliere e aiutare donne e minori vittime di abusi e violenze”. L’aula per le audizioni, denominata “Una stanza tutta per sé”, è la terza realizzata in Sicilia e la prima nel territorio di Caltanissetta. L’iniziativa nasce dalla sinergia tra il Soroptimist Club d’Italia, rappresentato in città da Maria Grazia Falconeri, ed il Comando generale dei Carabinieri presente con il colonnello Gerardo Petitto (Comandante Provinciale dei Carabinieri di Caltanissetta) e con il maggiore Valerio Marra, responsabile del reparto territoriale. “Nei prossimi giorni la Prefettura – aggiunge Maria Teresa Cucinotta – sottoscriverà un altro protocollo con i centri antiviolenza e con l’associazionismo che opera nel territorio per favorire il sistema di denuncia. La violenza va sconfitta e per farlo coinvolgeremo tutti gli Enti interessati, dall’Asp  alle forze dell’ordine”. Il progetto della sala è stato realizzato dall’architetto Lucia Marilena Rampanti. 

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