“Argo-Cassiopea”, concluso confronto rsu Enimed: “Senza risposte sarà mobilitazione”

 
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I segretari confermano che senza risposte precise da Enimed si andrà alla mobilitazione

Gela. “La preoccupazione è tanta”, commentano così i segretari provinciali di Filctem, Femca e Uiltec, a conclusione del confronto avuto con tutte le rsu Enimed dei siti siciliani. In collegamento, per evitare eccessivi assembramenti, c’erano i rappresentanti sindacali del sito locale, ma anche di Ragusa, Bronte e Gagliano. I dipendenti dei siti Enimed attendono che l’azienda rilasci un preciso cronoprogramma, a cominciare dai lavori della base gas del progetto “Argo-Cassiopea”. Un investimento che i sindacati giudicano strategico e che se saltasse potrebbe mettere in ulteriore difficoltà il sistema produttivo sul territorio, ma non solo. “Attendiamo che entro i prossimi giorni l’azienda fornisca riscontri precisi – dicono i segretari Gaetano Catania, Francesco Emiliani e Maurizio Castania – in caso contrario, abbiamo già pianificato le assemblee dei lavoratori Enimed e le prime iniziative. Rimane attivo il canale con la politica locale, con il sindaco Lucio Greco e con il consiglio comunale. Vogliamo condividere la preoccupazione di un intero territorio”. La scorsa settimana, su indicazione del sindacato locale, sono state le segreterie nazionali a chiedere ai manager Eni di dare indicazioni sugli investimenti previsti per il progetto Gela. “Attenderemo, al massimo, fino al prossimo 23 ottobre – aggiungono i segretari – senza risposte, agiremo di conseguenza. Purtroppo, non siamo nelle condizioni di poter attendere ancora”. I timori non riguardano solo “Argo-Cassiopea”, ma più in generale la produzione che è scesa, aprendo scenari, per i sindacati allarmanti. Probabilmente, nel caso di un’eventuale mobilitazione, verrà chiesta la partecipazione attiva anche dei sindaci di Ragusa, Bronte e Gagliano, altri siti Enimed che risentono del calo.

L’azienda ha sempre confermato l’investimento “Argo-Cassiopea”, escludendo un ridimensionamento della produzione, a Gela e negli altri siti. I manager del cane a sei zampe hanno spiegato che i tempi più lunghi sono da collegare all’emergenza Covid e alla necessità di rimodulare le procedure, comprese quelle di gara per l’assegnazione di molti appalti. Da Eni hanno fatto sapere che l’investimento, previsto nel protocollo di intesa di sei anni fa, non verrà tagliato.

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