Armi e droga per i Rinzivillo, abbreviato per presunti fiancheggiatori: altri a giudizio

 
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Gli investigatori hanno ripreso il poligono usato per testare le armi modificate

Gela. Per gli investigatori sarebbero stati vicini al gruppo dei Rinzivillo, con la disponibilità di armi e droga. Dopo l’inchiesta “Mutata arma”, arrivano anche i primi rinvii a giudizio. Li ha disposti il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Caltanissetta per gli imputati che non hanno scelto riti alternativi. Davanti al gup nisseno sono finiti Carmelo Vella, Graziano Vella, Angelo Gagliano, Orazio Davide Faraci, Rosario Vitale, Davide Pardo, Salvatore Graziano Biundo, Massimo Castiglia, Majch Vella, Andrea Tomaselli e Luigi Barone. Già in apertura, diversi legali di difesa invece hanno deciso di optare per il giudizio abbreviato. In aula, in questo caso, si tornerà ad inizio febbraio. Sono invece quattro i rinvii a giudizio decisi al termine dell’udienza preliminare e ad aprile saranno i giudici del collegio penale del tribunale di Gela ad esaminare queste vicende processuali. E’ stata quindi accolta la richiesta dei pm della Dda di Caltanissetta, convinti che tutti gli imputati siano stati a disposizione del clan Rinzivillo.

La famiglia avrebbe avuto pieno accesso ad armi modificate in un laboratorio artigianale, scoperto dai poliziotti della mobile di Caltanissetta e da quelli del commissariato. Le armi, in base alle accuse, venivano poi collaudate in un improvvisato poligono, ricavato in un’area rurale. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Flavio Sinatra, Salvo Macrì, Enrico Aliotta, Cristina Alfieri, Giuseppe Fiorenza, Rocco Cutini, Ignazio Raniolo, Giuseppe Cascino e Francesco Villardita.

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