Arpa e Ispra nella “Terra dei fuochi” al Biviere: Giudice, “responsabilità istituzioni”

 
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Una delle discariche abusive date alle fiamme intorno all'area del Biviere

Gela. Le bombe ecologiche di Piana del Signore e Marabusca, ma anche la “Terra dei fuochi” del Biviere e di Bulala. Sono stati diversi i siti ispezionati dai responsabili di Arpa e Ispra, guidati da Emilio Giudice, della Riserva Orientata Biviere. Come anticipato nelle scorse ore, sono stati effettuati sopralluoghi in aree che da decenni attendono di essere bonificate, sempre che sia ancora possibile. Si tratta, soprattutto, di zone usate in passato per smaltire rifiuti del ciclo industriale. A Piana del Signore e Marabusca c’era anche il sindaco Lucio Greco, che attualmente ricopre le deleghe dell’assessorato all’ambiente. Nella rendicontazione regionale sono riaffiorati dieci milioni di euro (su un totale iniziale di venti milioni) che sulla carta dovrebbero servire alla bonifica di questi siti. L’ammontare a disposizione (bloccato da anni) potrebbe comunque non bastare. Solo di recente una zona altamente contaminata come la discarica Cipolla è stata recintata. Era diventata un’area di pascolo, mentre nei tavoli tecnici ministeriali è sempre emerso che quella discarica non è mai stata impermeabilizzata, di conseguenza gli idrocarburi sarebbero penetrati nel sottosuolo. I danni sono difficili da quantificare. “Purtroppo, siamo fuori dalla Stato – dice Emilio Giudice – denunciamo queste situazioni da oltre dieci anni. Solo ora tutti se ne stanno accorgendo? Io sono convinto che il non fare sia già un’enorme responsabilità delle istituzioni”. Gli operatori della Riserva Orientata, all’interno del cui perimetro sono state censite e individuate discariche interrate di rifiuti pericolosi, sono tra i pochi che negli anni hanno partecipato ai tavoli ministeriali e si sono trovati davanti ad istituzioni che spesso non disponevano neanche della necessaria documentazione. “Lo Stato deve dare dei segnali – continua Giudice – il territorio di Gela è molto importante. E’ un esempio che può arrivare in Europa di come le norme sulla tutela ambientale vengano aggirate, senza assicurare la sostenibilità”. Più volte ha scritto alla Regione, al ministero e ai pm della procura della repubblica, che negli scorsi mesi lo hanno sentito.

I dati dei sopralluoghi verranno sintetizzati in una relazione che Arpa e Ispra inoltreranno al tavolo tecnico del ministero. “Sono convinto che servirà a poco – continua – abbiamo bisogno di dialogare con il Comune. Questi territori sono comunali, siamo Italia e non Africa. C’è una situazione gravissima anche sulle serre e su tutto ciò che riguarda gli incendi di rifiuti pericolosi. E’ importante che qualcosa si muova, ma non posso pensare che la capitaneria di porto si sia accorta di quello che si sta verificando a Bulala e nella zona del Biviere solo con il recente sopralluogo disposto dal ministero”. In territori abbandonati e senza controlli, nei decenni sono stati sversati rifiuti di ogni tipo e discariche industriali sono ancora altamente pericolose. L’assessore Terenziano Di Stefano, nel disporre la trasmissione alla Regione della nuova perimetrazione del Sito di interesse nazionale, ha confermato che è stato inserito il sito di Marabusca. Il piano di risanamento non è mai stato attuato. “Le regole ci sono ma vanno attuate – conclude Giudice – ma le istituzione continuano ad operare come in passato. Che fine hanno fatto gli altri dieci milioni di euro?”. Ieri, lo stesso Giudice ha spiegato che si rischia di perdere un finanziamento da 50 milioni di euro per il risanamento dell’area del Biviere e la tutela della costa se non si stipulerà un accordo di programma dettagliato entro fine anno.

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