Asp sotto accusa, Cgil: “Gestione dell’emergenza Covid del tutto deficitaria”

 
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Gela. Una gestione della fase emergenziale del tutto inefficiente. Per i vertici provinciali della Cgil, Asp non ha saputo affrontare la nuova ondata del contagio e le conseguenze si sentono in tutto il territorio. Il segretario confederale Rosanna Moncada e quello di categoria Angelo Polizzi criticano le scelte del management di Asp. “Purtroppo l’esperienza passata non è servita, l’inadeguatezza della gestione della sanità da parte del governo regionale sta mostrando tutti i limiti del nostro sistema sanitario. La mancanza di lungimiranza da parte della dirigenza generale dell’Asp di Caltanissetta e l’incapacità di prevedere il diffondersi del virus attraverso lo sviluppo della variante, facilitata soprattutto dalla stagione festiva-feriale, a nostro parere è assolutamente in linea con il governo regionale. Temevamo uno sviluppo della pandemia, così come si è verificato. Tant’è che, oltre a sollecitare di effettuare sul personale sanitario la ricerca di anticorpi indotti post-vaccinazione come fondamentale tutela degli operatori sanitari, fin dai primi giorni di luglio abbiamo chiesto un intervento rispettivamente al direttore del distretto ospedaliero di Caltanissetta e al dirigente infermieristico e poi con una nota indirizzata al dirigente generale dell’assessorato alla salute, La Rocca – spiegano i sindacalisti – per il mantenimento degli standard assistenziali previsti nei reparti Covid a seguito della disposizione dell’1 luglio, a firma del dirigente professioni sanitarie del “Sant’Elia” di Caltanissetta, con la quale, cosi come stabiliva una nota assessoriale del 18 giugno, si riallocava personale Covid in unità non Covid, conseguentemente al progressivo ripristino delle relative attività sanitarie. La nostra richiesta teneva conto che dal 18 giugno la curva pandemica aveva avuto una netta impennata e che solo nella nostra provincia ben tre Comuni erano già in zona rossa. Da comunicazione ufficiale dell’azienda risultavano assunti ben centoventi infermieri e duecentotrenta Oss, per i reparti Covid”. Anche sul piano del personale, le scelte di Asp non convincono per nulla. “Il personale del pronto soccorso Covid di Caltanissetta e Gela risulta drasticamente ridotto e sovraccaricato e di contro il personale assunto per l’emergenza non sembra che venga impegnato nei presidi che hanno pazienti Covid, come il “Sant’Elia” di Caltanissetta e il “Vittorio Emanuele” di Gela, e invece sembrerebbe allocato tra vari ambulatori, dove le attività dei medici chiudono e gli infermieri aumentano, e anche nei presidi non Covid. L’Asp di Caltanissetta – aggiungono Moncada e Poizzi – dichiara di avere venti posti di rianimazione Covid al presidio “Sant’Elia”, che in realtà è chiusa da tempo, mentre dirotta pazienti meritevoli di cure da parte dell’unità di rianimazione in altre strutture. Tutto ciò è incomprensibile”. La convocazione giunta ai sindacati e diramata da Asp è ritenuta non solo tardiva ma anche inutile.

“Il direttore generale continua ad eludere le richieste, nonostante un accordo sulla mobilità interna. Continua a spostare il personale senza una reale corrispondenza a reali esigenze organizzative e di offerta sanitaria. Decide a fine stagione di convocare tutte le organizzazioni sindacali, incluse quelle non firmatarie dei Contratto collettivo nazionale e l’osservanza dei contratti sembrerebbe una mera banalità per questo manager, per cosa? Per gettare ancora fumo negli occhi con promesse di assunzioni, di opportuna gestione del personale e di mantenimento dei livelli di assistenza e, infine, per dirci che lui fa le cose per bene e le responsabilità vanno cercate altrove. Fino ad ora – concludono – la risposta sanitaria dell’Asp di Caltanissetta, relativamente all’organizzazione del lavoro sul fronte della pandemia e sull’offerta sanitaria ordinaria, a nostro pare è assolutamente deficitaria in tutte le strutture, l’evidenza è davanti agli occhi di tutti, purtroppo”.

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