Assunzioni Ipab, lavoratori “Fenice” scrivono a procura: Alario, “quali criteri usati?”

 
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I lavoratori davanti al municipio

Gela. Le due recenti assunzioni effettuate dal commissario regionale che guida attualmente l’Ipab “Aldisio” stanno facendo montare il disappunto non solo dei lavoratori della società “La Fenice”, che fino a qualche mese fa operavano nella struttura, ma anche quello dei sindacati. I lavoratori, attualmente in cassa integrazione, hanno deciso di scrivere a loro volta anche alla procura della repubblica. Nella missiva fanno riferimento all’assunzione, risalente a qualche giorno fa, di un’operatrice Osa, che non avrebbe mai avuto rapporti contrattuali con l’Ipab. Ingresso in struttura che segue quello di un altro operatore. In questo modo, secondo i lavoratori, verrebbe violato il diritto di prelazione previsto nel caso di nuovi innesti nell’organico della struttura di Caposoprano. Un principio sancito nell’intesa raggiunto in prefettura e che fino ad ora ha evitato il licenziamento, con l’attivazione della cassa integrazione. “Quest’ultima assunzione effettuata dal commissario regionale non rispetta quello che è stato stabilito presso la prefettura – scrivono i lavoratori “La Fenice” – ovvero che qualunque altra assunzione doveva essere fatta nel rispetto del bacino dei dipendenti della società “La Fenice”, alla quale è stato chiesto di non procedere al licenziamento dei dipendenti ma di richiedere la cassa integrazione sempre su richiesta della prefettura in attesa di un piano industriale che doveva essere redatto dall’amministrazione Ipab sull’effettiva potenzialità della struttura residenziale. Si evidenzia, inoltre, che il commissario straordinario in precedenza, e comunque dopo l’accordo prefettizio, aveva proceduto ad assumere quattro lavoratori che prestavano servizio presso la stessa Ipab, ma con attività in nero prima dell’arrivo della società “La Fenice”, applicando uno strano principio di prelazione. Sembra che per il commissario straordinario la legge non sia proprio uguale per tutti, senza discriminazioni verso chi ha come unica colpa di avere lavorato regolarmente assunto, con il pagamento dei contributi presso una società privata alla quale il commissario ha ritenuto di revocare i contratti di affidamento sottoscritti”.

Davanti a chiare anomalie che vengono denunciate, i lavoratori vogliono che si faccia chiarezza anche sui criteri scelti per assumere. “Non capiamo una decisione di questo tipo – dice il segretario confederale Ugl Andrea Alario – sono stati sbandierati i principi di legalità e di prelazione in favore degli operatori “La Fenice” e invece ci troviamo davanti a nuovi dipendenti, scelti fuori dal bacino e a questo punto ci chiediamo con quali criteri? Indicati da chi? I lavoratori, giustamente, rivendicano i loro diritti e hanno scritto a prefettura e procura. Ora, il commissario deve fare chiarezza e attendiamo che la prefettura ci possa convocare. L’accordo che era stato definito non prevedeva certamente che i lavoratori “La Fenice” venissero scavalcati da operatori esterni”. Sui rapporti tra Ipab “Aldisio” (almeno prima del commissariamento) e la società “La Fenice” è stata avviata un’indagine dai magistrati, ma adesso emergono nuovi elementi sulle assunzioni e i lavoratori hanno scritto proprio alla procura. Nelle scorse ore, una richiesta di incontro alla prefettura nissena è partita anche dalla segreteria della funzione pubblica Cisl-sanità, firmata dal rappresentante sindacale Nicola Di Benedetto.

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