“Attacchi ai civici? Arrivano da ballerini che cambiano sempre partito”, Faraci: “Progetto va avanti”

 
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Il consigliere comunale Rosario Faraci

Gela. “Il progetto civico prosegue e alle regionali stiamo sostenendo un candidato in linea con la direzione che abbiamo intrapreso”. Il consigliere comunale di “Una Buona Idea” Rosario Faraci, così come gli altri esponenti del movimento civico, è consapevole che gli attacchi, anche interni alla maggioranza, possano essere legati a ragioni strettamente politiche. “Perché ci attaccano? Non so dirlo. Normalmente, però, questa efferatezza nelle dichiarazioni è tipica di chi è fin troppo ballerino, tanto da cambiare più partiti in poco tempo o da sostenere un parlamentare regionale uscente che avrebbe dovuto fare ordine svegliando i funzionari della Regione ma che chiaramente non c’è proprio riuscito. Sembra quasi – dice Faraci – che noi civici siamo diventati la ragione esclusiva dell’interesse di altri gruppi politici. Sembra che facciano politica solo contro di noi. Il livello è basso”. I civici, che in giunta schierano il vicesindaco Terenziano Di Stefano, seppur stiano sostenendo il candidato autonomista Rosario Caci, che è in lizza per l’Ars, hanno già fatto sapere che non rinunceranno al percorso fuori dai partiti. Per alcuni pro-Greco, con in testa i cuffariani della Nuova Dc, serve però fare chiarezza. “O si è civici oppure si sta nei partiti”, ha sintetizzato ieri il coordinatore della Nuova Dc Natino Giannone. “Non abbiamo alcun interesse a rispondere a certe affermazioni, si commentano da sole – aggiunge Faraci – alle regionali non era possibile schierare liste civiche ma questo non significa essersi allontanati dal progetto, che c’è e va avanti. Noto troppa esagitazione da chi ha l’abitudine di cambiare piuttosto frequentemente partito oppure da chi rivendica assessorati senza rispettare il lavoro già fatto. Ad esempio, posso dire di aver pienamente sostenuto l’attività di una persona seria e competente come l’ex assessore Danilo Giordano. Gli eventuali errori si possono commettere, è segno comunque di aver fatto. La politica dell’attacco non l’ho mai condivisa. Chi punta il dito contro l’altro allo stesso tempo ne sta già puntando tre contro sé stesso”. Nel post elezioni, i civici andranno avanti seguendo la linea tracciata ma chiaramente valuteranno le scelte che saranno fatte a livello amministrativo. “La maggioranza non è composta solo dal sindaco – continua ancora – se qualche alleato dovesse esprimere la volontà di andare in direzioni diverse ne prenderemo atto e valuteremo il da farsi. Noi possiamo rispondere per le deleghe che ci sono state attribuite. Allo sviluppo economico il lavoro dell’assessore Terenziano Di Stefano è sotto gli occhi di tutti. Ci sono due o tre punti del programma elettorale che vanno concretizzati. Le difficoltà non mancano e sono innegabili. Dobbiamo interrogarci sul fatto che un dirigente valido dopo tre mesi abbia deciso di lasciare l’incarico. Però, non posso accettare le risposte di un assessore che cerca di giustificare ciò che non ha fatto dicendo tutto e il contrario di tutto, anche sulla viabilità di una zona importante come via Venezia. Né mi convince il fatto che non si proceda alla sostituzione di un funzionario, dopo nove mesi, per cercare di arrivare agli sgravi Tari con il fondo assicurato dalla Regione”.

Nelle scorse settimane, non a caso, c’è stato un vibrante botta e risposta tra i civici di “Una Buona Idea” e alleati di maggioranza come la Nuova Dc e Forza Italia. La base di “Una Buona Idea” pare comunque intenzionata a non stringere alcun tipo di accordo con i partiti, anche in vista delle prossime amministrative. “E’ ancora presto per parlare della prossime amministrative – conclude Faraci – noi abbiamo iniziato così e stiamo continuando così”. I risultati delle urne consentiranno al gruppo civico di fare la summa delle scelte concretizzate nell’appoggio al candidato autonomista ma allo stesso tempo, come più volte ribadito, non intendono cedere il passo a livello amministrativo, purché prosegua il progetto di tre anni fa.

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