“Boomerang”, pesanti richieste di condanna per lo spaccio: difese, “mai esistita organizzazione”

 
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Gela. La droga non veniva gestita da un’organizzazione. Questa mattina, in aula nel dibattimento scaturito dal blitz “Boomerang”, le difese dei sette imputati hanno seguito una linea quasi analoga, almeno rispetto alla presunta appartenenza dei coinvolti ad un gruppo che avrebbe fatto da tramite per la droga, con le basi di approvvigionamento catanesi e vittoriesi. Questa ricostruzione è stata respinta. La difesa di Salvatore Graziano Biundo, per il quale la richiesta di condanna è di quindici anni e sei mesi di detenzione, ha riferito che l’unico ruolo avuto dall’imputato era quello di occuparsi, ma solo sporadicamente, di trasferte per i rifornimenti di droga. L’avrebbe fatto però non perché organico ad un’organizzazione ma sostanzialmente solo su commissione “e dietro pagamento”, ha precisato l’avocato Salvo Macrì. E’ stato inoltre riferito che proprio Biundo si appropriò di un certo quantitativo di cocaina, suscitando le ire di chi aveva commissionato il trasporto. Ha negato di far parte di un’organizzazione anche Rocco Carfì, difeso dal legale Flavio Sinatra. Ha voluto rilasciare dichiarazioni spontanee. “Per un certo periodo, per me molto difficile, ho avuto delle frequentazioni. Ma ora è tutto superato. Non ho mai fatto parte di un’organizzazione”, ha detto rivolgendosi al collegio penale del tribunale. Contestazioni che sono state respinte dai legali di altri imputati, Salvatore Gambino (considerato uno dei vertici del gruppo), Emanuele Iapichello, Gianfranco Vasile, Salvatore Piva, Giuseppe Celona. Il pm della Dda di Caltanissetta Davide Spina ha già formalizzato tutte le richieste di condanna.

Ventiquattro anni e sei mesi di reclusione per Gambino (difeso dai legali Filippo Spina e Giovanni Lomonaco), undici anni e sei mesi per Carfì, quindici anni e sei mesi per Biundo, dieci anni e sei mesi per Giuseppe Celona e quattro anni di reclusione per Emanuele Iapichello, undici anni e sei mesi per Gianfranco Vasile e sette anni per Salvatore Piva. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Cristina Alfieri, Carmelo Tuccio, Raffaela Nastasi e Luigi Di Natale. In aula, si tornerà per le ulteriori conclusioni dei difensori per le eventuali repliche del pm Spina.

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