Buche dimenticate e criticità sulle strade gelesi

 
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Gela. Lo stato di manutenzione delle strade urbane ed extraurbane non è eccellente si sa, ma con il maltempo tipico della stagione invernale la situazione è peggiorata ed ha determinato un ulteriore aggravamento della situazione. In città già da prima di Natale diverse buche presenti in diverse zone della città sono state recintate e poi semplicemente dimenticate da chi di dovere nonostante le continue segnalazioni dei cittadini. È il caso di via Verga dove più volte la recinsione sulle caditorie divelte è stata urtata o completamente abbattuta dalle automobili in transito. In via Tucidide la buca che dai primi di novembre impediva il regolare attraversamento della carreggiata è stata riparata ma il manto stradale è tutt’altro che ripristinato. Diversa la situazione in via Porta Vittoria dove i lavori per il momento si stanno concentrando sul rifacimento dei marciapiedi ma la strada presenta delle gravissime criticità.

In una riunione voluta dal sindaco Lucio Greco con il presidente dell’Ati Idrico, Massimiliano Conti, il direttore generale Tonino Collura, il direttore tecnico di Caltaqua Massimo Chiarelli e il responsabile della distribuzione idrica di Caltaqua, Giuseppe Virgolini, il primo cittadino ha proposto di raddoppiare le squadre per gli interventi di riparazione di guasti alla condotta segnalate dai cittadini; rendere efficace il front office di Caltaqua anche con personale in loco per rispondere alle istanze degli utenti; l’ ammodernamento della rete non ancora sostituita e digitalizzazione della lettura dei contatori. “Il ripristino del manto stradale dopo gli interventi di riparazione è inaccettabile, inefficace e inadeguato – ha detto il sindaco – ricevo ogni giorno rimostranze dai cittadini anche per i ritardi negli interventi di riparazione di guasti e di mancate risposte dal call center”. Piccoli ma non trascurabili interventi che potrebbero realmente fare la differenza in una città che somiglia ogni giorno di più ad uno scolapasta e in cui i cittadini, giorno dopo giorno, si sentono  abbandonati a loro stessi.

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