Caltagirone su Eni, “ho ricevuto progetto per terapia intensiva a Gela e non a Caltanissetta”

 
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Caltagirone spiega di aver chiesto supporto finanziario per una terapia intensiva al "Vittorio Emanuele"

Gela. Nessun piano ingegneristico per allestire una terapia intensiva a Caltanissetta, con i soldi di Eni. Il manager Asp Alessandro Caltagirone smentisce quanto indicato dall’azienda, che oggi ha diffuso i dati degli interventi finanziati in favore di strutture ospedaliere italiane contro l’emergenza Covid. “In Sicilia, la compagnia ha realizzato il piano ingegneristico per l’allestimento di una unità di terapia intensiva al Presidio Ospedaliero Sant’Elia a Caltanissetta, a beneficio anche della comunità di Gela – hanno fatto sapere da Eni – è inoltre in corso l’approvvigionamento di una sterilizzatrice ospedaliera per il nosocomio di Gela”. Il manager, però, lo esclude. “Ho avuto modo di leggere un estratto di un comunicato fatto da Eni relativamente ad un loro contributo per la realizzazione di una Unità di Terapia Intensiva – dice Caltagirone – nelle settimane scorse ho avuto modo di trasmettere ad Eni le planimetrie dei due ospedali principali della provincia, per alcune valutazioni tecniche. Ho ricevuto il progetto di fattibilità di una nuova Unità di Terapia Intensiva presso il “Vittorio Emanuele” di Gela, relativamente alla quale sto fornendo le ultime informazioni tecniche utili e propedeutiche per l’avvio della fase realizzativa”.

Secondo Caltagirone, ci sarebbe stato un errore di comunicazione dalla multinazionale, dato che la richiesta di supporto finanziario riguarderebbe il “Vittorio Emanuele” e non il “Sant’Elia” di Caltanissetta.

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