Colpo in una gioielleria di Enna, doppia condanna per i giovani arrestati: uno ricorrerà in Cassazione

 
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Immagini repertorio

Gela. Doppia condanna, in primo e secondo grado, per due giovanissimi che, nel gennaio di un anno fa, vennero arrestati lungo la Gela-Caltanissetta, all’altezza di Capodarso, con l’accusa di essere stati gli autori di una tentata rapina all’interno di una gioielleria di Enna. Condanne in primo e secondo grado. Le manette scattarono per Giovanni Rinzivillo e Fabrizio D’Aleo. I giudici hanno accolto le richieste d’accusa. Adesso, lo stesso Fabrizio D’Aleo, difeso dall’avvocato Dionisio Nastasi, si prepara ad impugnare la condanna a cinque anni e mezzo di reclusione davanti ai giudici della corte di cassazione. Si attende solo che vengano pubblicate le motivazioni. Le accuse mosse non riguardavano soltanto l’incursione nell’attività commerciale di via Roma ma anche le lesioni causate al titolare e ad una dipendente. Le difese dei due giovanissimi, sia in primo che in secondo grado, hanno escluso la violenza ai danni delle vittime del colpo. La linea d’accusa, però, è stata accolta. Solo uno dei due, in base ai riscontri effettuati dagli inquirenti e alle immagini registrate dal sistema interno di videosorveglianza della gioielleria, sarebbe entrato con il volto travisato. Alla guida del motorino bloccato sulla 626, c’era proprio Fabrizio D’Aleo.

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