Coltellate al padre della compagna, “operaio fu provocato”: condanna a 3 anni e 4 mesi

 
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I fatti si verificarono a Mestre

Venezia. L’operaio gelese Giacomo Ascia fu provocato dal padre della compagna. La condanna è stata pronunciata dal gup del tribunale di Venezia, ma di entità decisamente inferiore a quella della richiesta della procura. Il pm, al termine della requisitoria, ha concluso per la condanna a sei anni e quattro mesi di detenzione, ritenendo che Ascia abbia colpito con una lama il quarantasettenne, padre della compagna, con l’intenzione di uccidere. Il giudice dell’udienza preliminare, al termine del rito abbreviato, ha invece accolto, in parte, la ricostruzione difensiva. E’ stato confermato il tentato omicidio, ma con il riconoscimento della provocazione, indicata dal difensore dell’operaio gelese, l’avvocato Rocco Cutini. Inoltre, il giudice ha concesso le attenuanti. Nel dispositivo finale, la condanna è a tre anni e quattro mesi di detenzione. L’aggressione, durante la quale spuntò un coltello, si verificò lo scorso anno, a Mestre. Ascia colpì il padre della compagna, al culmine di diversi dissidi. Dopo l’arresto, spiegò di aver agito per difendersi, perché aggredito dall’uomo, che si è costituito parte civile, con il legale Matteo Giacomazzi, che ha insistito per la condanna. Anche il perito, sentito in aula, ha parlato di una volontà di uccidere da parte di Ascia.

La difesa, dopo aver ottenuto il giudizio abbreviato, ha ripercorso i fatti, escludendo che l’operaio avesse intenzione di uccidere il quarantasettenne, che fu trasferito in ospedale. Anche sulle ferite riportate dall’uomo colpito, il legale di Ascia ha fatto diversi richiami all’entità effettiva, ritenuta comunque non grave. Ha ribadito che l’imputato rispose ad una precedente aggressione. Secondo questa linea, non ci fu alcuna intenzione di uccidere. Dopo il deposito delle motivazioni, la difesa potrebbe decidere di impugnare la condanna in appello.

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