Commercianti vittime di prestiti a strozzo, l’indagine partita da Ragusa arriva in città

 
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Gela. Una vasta indagine che dal territorio di Ragusa arriva direttamente a Gela.

La filiale di Santa Croce Camerina. I militari della Guardia di finanza indagano su un presunto giro di usura ed estorsione. Tutto ha avuto inizio nel piccolo comune di Santa Croce Camerina, nel ragusano, ma i finanzieri tengono sotto stretto controllo anche il territorio gelese. La lente degli inquirenti sta facendo luce su una serie di prestiti a strozzo che avrebbe avuto come motore propulsivo il mondo bancario. Nelle scorse ore, infatti, le manette sono scattate per uno dei responsabili della filiale Unicredit di Santa Croce Camerina, e per un imprenditore ventisettenne. Il primo sarebbe stato il nodo fondamentale dei presti; il secondo, invece, il tramite tra imprenditori ed esercenti in difficoltà economica e lo stesso funzionario del gruppo Unicredit. A Gela, invece, l’attenzione è puntata non solo sulla presenza di alcuni imprenditori che si sarebbero rivolti proprio al funzionario di banca per ottenere prestiti ad usura ma anche su possibili fiancheggiatori di un sistema che, secondo i finanzieri, sarebbe stato decisamente ben oliato. Peraltro, per chi non avesse rispettato le scadenze dei pagamenti da restituire, sarebbe scattata la visita degli “esattori”. Nelle scorse settimane, i finanzieri hanno arrestato il quarantenne Gianluca Guastella che avrebbe intimidito proprio alcuni destinatari dei prestiti a strozzo in ritardo con i pagamenti degli interessi.

Massimo riserbo sui possibili anelli in città. L’ampiezza del presunto giro di soldi concessi ad usura ha fatto arrivare le indagini delle fiamme gialle ragusane fino a Gela. Non a caso, verifiche vengono condotte anche dai finanzieri coordinati dal capitano Massimo Devito. Tutto rimane sotto stretto riserbo: le indagini sono tutt’ora in corso. In città, però, ci sarebbero non solo clienti dei presunti cravattari scoperti dalle fiamme gialle ragusane ma anche intermediari che avrebbero facilitato l’incontro tra gli arrestati e le loro vittime. A questo punto, già nelle prossime settimane, potrebbero arrivare nuovi sviluppi. Sia il funzionario di banca Unicredit che il presunto mediatore si trovano attualmente agli arresti domiciliari in attesa delle decisioni dei magistrati della procura di Ragusa. A Gela, invece, la situazione continua ad essere monitorata dopo che gli stessi finanzieri iblei hanno provveduto ad allertare i colleghi. I prestiti concessi a tassi usurari avrebbero raggiunto anche i 200 mila euro. Denaro da restituire con tassi fissi sotto la presunta regia proprio di Daniele Francioni, responsabile della filiale Unicredit di Santa Croce Camerina. Nel piccolo comune sarebbero arrivati anche alcuni clienti gelesi per il tramite della supervisione di mediatori in fase d’individuazione.

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