“Compost Brucazzi fuori specifica”, Farruggia: “Srr lontana da economia circolare”

 
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L'impianto di compostaggio di Brucazzi

Gela. Lo scontro in atto tra Srr e Ato Cl2, con i sovvalli che rimangono fuori da Timpazzo? Basato su ragioni del tutto errate. Il consigliere comunale del Movimento cinquestelle Virginia Farruggia ritorna sul ciclo dei rifiuti e prende le distanze sia dai vertici dell’ambito che da quelli della Srr. Secondo il consigliere, le verifiche in atto sulle autorizzazioni dell’Ato nascondono il vero problema di fondo, il fatto che il compostaggio di Brucazzi non produca compost di qualità, ma invece fuori specifica. “Abbiamo appreso che Timpazzo chiude le porte ai conferimenti dei sovvalli provenienti dall’impianto di compostaggio della zona industriale. Ci si aspetterebbe che questo provvedimento tocchi i conferimenti di compost fuori specifica prodotti dall’impianto di Brucazzi. Invece apprendiamo che il conferimento è negato ai sovvalli prodotti nell’impianto in gestione all’Ato Cl2, appigliandosi alle assicurazioni scadute dei mezzi. Il ciclo integrato dei rifiuti implica un approccio complessivo ed organico e non può certo scadere nelle scaramucce di natura politica o nelle velleità gestionali di taluni. La domanda che nasce spontanea – dice Farruggia – leggendo le notizie di ieri, è relativa alle quantità di sovvalli che l’impianto di compostaggio produce rispetto alla frazione organica in ingresso e al compost in uscita. Perché questo dato sarebbe indice dell’inefficienza o meno dell’impianto. Inoltre, sarebbe interessante sapere a chi viene venduto il compost di qualità prodotto a Brucazzi”. Il consigliere pentastellato ritorna sui silenzi del sindaco Lucio Greco e sul muro alzato dalla maggioranza. “Su questo aspetto, al limite della legalità, chiediamo chiarimenti da anni sia alla Regione, alla Srr4 e anche al sindaco. Questo sì che dovrebbe essere oggetto di diniego all’accesso in discarica.  Potrei pensare di fare un’interrogazione per il prossimo consiglio comunale utile – dice ancora – ma abbiamo già tentato questa via per avere chiarimenti circa le intenzioni dell’amministrazione in merito al progetto di manutenzione straordinaria, che prevederà anche un aumento dei quantitativi di frazione organica in ingresso, ma il sindaco ha preferito non rispondere alle domande poste in consiglio”. La grillina è piuttosto scettica anche sul progetto che dovrebbe avviare un processo sperimentale, attraverso l’aumento della capacità dell’impianto di Brucazzi.

“La definiscono una prova dimostrativa su una parte di frazione organica, già effettuata con successo presso altri impianti, in grado di accelerare sensibilmente la fase di ossidazione aerobica con un serio abbattimento delle emissioni odorigene e la produzione di un compost di qualità. Se la prova darà esiti positivi su una quantità di 20 tonnellate – aggiunge – il nuovo processo verrà poi applicato all’intera frazione organica trattata dall’impianto. Ammesso che queste novità risultassero veritiere, questa sarebbe un’ottima iniziativa e sarebbe stato importante condividere queste informazioni durante la seduta di consiglio comunale in cui avevo presentato l’interrogazione in merito. Speriamo di poter avere delle risposte alle domande poste, magari tramite giornali, diversamente non perderemo l’occasione di riportare il dibattito nella sede più opportuna, cioè il consiglio comunale”. Ancora una volta, il consigliere del Movimento cinquestelle boccia il sistema di gestione della Srr. “La Srr4 invece dovrebbe spiegarci come reputa questo trattamento della frazione organica, se è a conoscenza del fatto che il compost prodotto dall’impianto di Brucazzi sia fuori specifica e come intenda risolvere il problema per allinearsi ad un approccio di economia circolare di cui tanto parla nei suoi proclami. Ad oggi – conclude il consigliere – come più volte denunciato, la gestione dei rifiuti ideata dal sindaco di Butera e dai suoi tecnici è sempre la stessa, nota sin dalla preistoria: la discarica. Tutto ruota e finisce in discarica. Parlano di economia circolare, di sviluppo sostenibile, ma per loro il rifiuto deve avere un solo destino, la discarica. Restiamo in attesa di conoscere quali soluzioni, la Srr4, stia mettendo in campo per risolvere il problema dei Comuni che rappresenta, piuttosto che occuparsi di altro che di certo non potrebbe in alcun modo migliorare la qualità della vita dei cittadini”.

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